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Spendere Meglio
Edizione: 1/2017 febbraio

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1/2017 febbraio | pagina 11

Posta: più profitti, più tagli ai servizi
In futuro altri 600 sportelli saranno chiusi. Malgrado le finanze vadano a gonfie vele

Il Gigante giallo continua nella sua politica di smantellamento degli uffici postali. Motivo: il fatturato sarebbe in calo. In realtà sta benone.

Nei prossimi quattro la Posta chiuderà altri 600 dei 1’400 uffici rimasti. Il sindacato Syndicom parla dello «smantellamento più imponente nella storia della Posta».

L’azienda ha reso noti questi piani solo lo scorso autunno. La scelta non è casuale. Prima, infatti, ha lottato insieme ai sindacati contro l’iniziativa “A favore del servizio pubblico”, respinta dal popolo il 5 giugno 2016. L’iniziativa mirava, tra le altre cose, a impedire la costante dismissione dei servizi alla cittadinanza.

I fatturati crescono in molti settori
Per giustificare le misure di risparmio sul servizio ai clienti, l’azienda ama far credere che non vi sia altra soluzione possibile. Così, dopo la conferenza stampa sulle ulteriori chiusure, giornali come la Sonntagszeitung titolavano: «Il calo dei fatturati costringe la Posta a nuovi smantellamenti».

Le cifre però dicono tutt’altro. Il fatturato del 2015 superava di oltre 300 milioni di franchi quello di dieci anni prima. E quello di Postfinance è cresciuto di 500 milioni.

Nel settore Postmail (lettere), il fatturato 2015 è stato lievemente inferiore alla media dell’ultimo decennio, ma superiore a quello fatto registrare negli anni dal 2009 al 2011.

I fatturati di Postlogistics (pacchi) sono in crescita: nel 2015 i profitti sono stati nettamente superiori alla media degli ultimi dieci anni.

Ma anche i guadagni godono di buona salute. I risultati operativi annuali degli ultimi dieci anni si situavano tra 721 e 930 milioni. Quelli del 2015, con 823 milioni, erano nella media, con 20 milioni in più rispetto all’anno precedente.

Il calo agli sportelli è relativo
Di certo queste cifre non impongono gli smantellamenti. La Posta sostiene però che i fatturati allo sportello avrebbero «presentato complessivamente un calo molto forte». Ma anche questo non è vero. Nella media degli anni 2006-2015, l’utile agli sportelli ammmonta a 1,62 miliardi di franchi. Nel 2015 a 1,60 miliardi.

Se i fatturati degli uffici postali dovessero calare, l’azienda potrà accusare solo se stessa. Con la chiusura di una sede, il fatturato complessivo degli sportelli si abbassa. Nel 2015 ne sono stati chiusi definitivamente 98.

Inoltre, l’azienda stabilisce da sé quanto dell’utile degli sportelli va assegnato a Postmail, Postlogistics o Postfinance. E quante posizioni di costo addebitare agli uffici postali. A dipendenza delle cifre conteggiate nel settore Uffici postali e vendita, si può dare un’immagine migliore o peggiore del risultato. Per esempio, la gestione delle caselle postali non rientra più nel settore Uffici postali e vendita, ma in Postmail. E i clienti commerciali con fatturato annuale superiore a 25 mila franchi fanno parte di Postmail e di Postlogistics.

Il portavoce Oliver Flüeler conferma che il gruppo ha tolto sempre più competenze agli uffici postali. Però se ne sarebbero anche aggiunte altre, e ciò spiegherebbe le variazioni dei fatturati. La ristrutturazione degli uffici sarebbe determinata non tanto dai fatturati del settore, ma dal calo registrato agli sportelli.

I politici sostengono lo smantellamento
I progetti di smantellamento progressivo trovano sostegno tra i politici a livello federale. La competente commissione del Consiglio nazionale si è mostrata comprensiva sull’annuncio di dismissione di massa. La Posta deve poter adeguare le sue offerte «ai cambiamenti sociali ed economici».

L’unica critica sollevata concerne l’elaborazione degli indirizzi effettuata in Vietnam.

Thomas Lattmann, René Schuhmacher, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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