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Spendere Meglio
Edizione: 1/2017 febbraio

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


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1/2017 febbraio | pagina 29

Un proprietario disturba: possiamo mandarlo via?
«Sono un proprietario di un appartamento. Uno dei condomini è diventato davvero insopportabile: continua a disturbare la quiete notturna e danneggia molte cose. Sono addirittura all’ordine del giorno gli atti di violenza contro i vicini. Gli avvertimenti non danno alcun risultato. Possiamo liberarci di lui?»

Sì. Se un condomino viola gravemente le regole, la comunione dei proprietari può farlo escludere. Per farlo, però, sono richiesti motivi tanto gravi da rendere impossibile il prosieguo della convivenza.

Inoltre, l’esclusione del condomino è solo l’ultima misura possibile. In pratica, può essere presa in considerazione dopo che sia gli avvertimenti, sia un’azione di diritto dei rapporti di vicinato o una denuncia in polizia non hanno dato risultati. Può essere decisa solo dal giudice, previa autorizzazione dell’assemblea condominiale. Se viene confermata la decisione assembleare, il condomino irrispettoso dovrà vendere la sua unità di proprietà per piani entro il termine fissato dal giudice.


Due impieghi part-time: e la disoccupazione?

«Ho due impieghi al 50%. Uno dei datori di lavoro mi ha licenziata: ho diritto alle indennità giornaliere di disoccupazione?»

Sì. Anche i disoccupati a tempo parziale vi hanno diritto.

L’ammontare delle indennità sarà calcolato sulla base del guadagno assicurato, pari alla somma dei due salari finora da lei percepiti. Il salario che ancora percepisce sarà considerato come guadagno intermedio.

Facciamo un esempio. Se da un datore di lavoro guadagna 3’500 franchi e da quello che l’ha licenziata 3’000, il suo guadagno assicurato ammonta a 6’500 franchi. I 3’500 franchi saranno considerati guadagno intermedio.
La sua perdita di guadagno di 3’000 franchi le sarà quindi indennizzata dalla cassa disoccupazione al 70% o all’80%.

Attenzione: siccome il reddito rimanente è considerato guadagno intermedio, sarà obbligata a cercare un posto di lavoro a tempo pieno.
Se lo trova, dovrà licenziarsi dal datore di lavoro attuale.


Mio marito regala la sua auto senza il mio ok?

«Prima del nostro matrimonio, mio marito ha acquistato un’automobile di lusso. Ora vuole regalarla a suo fratello. Può farlo, anche se io non sono d’accordo?»

Sì. Per principio, ogni coniuge può disporre liberamente dei cosiddetti beni propri. I beni propri sono quelli che appartenevano a un coniuge prima del matrimonio e quelli che durante il matrimonio si ricevono in dono o in eredità.
Siccome l’automobile di suo marito fa parte dei suoi beni propri, può regalarla anche senza il suo consenso.


Separazione dei beni: proteggo la mia sostanza?

«Mio marito dovrà essere ricoverato in una casa di cure. Io ho ancora un po’ di sostanza proveniente da un’eredità. Vorrei impedire che tutti i soldi finissero nelle spese per la casa di cure. Potremmo proteggere la sostanza con una divisione dei beni?»

No. Per legge, una coppia di coniugi deve rispondere in modo solidale del reciproco mantenimento, indipendentemente dal regime dei beni. Quest’obbligo coniugale di reciproca assistenza comprende per principio tutto il fabbisogno della famiglia: per esempio, le spese sanitarie, di abitazione e dell’economia domestica e i premi assicurativi. E pure i costi di una casa di cure.

Una separazione dei beni non cambierebbe quindi le cose.


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