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Spendere Meglio
Edizione: 1/2017 febbraio

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


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1/2017 febbraio | pagina 30

Rendita Ai rifiutata: cosa posso fare?
«A causa della mia malattia psichica ho fatto domanda per una rendita Ai. L’assicurazione mi ha inviato un preavviso negativo, sostenendo che non sussista incapacità di guadagno e rifiutando la rendita. Cosa posso fare?»

Il preavviso dell’Ai non rappresenta ancora una decisione definitiva. L’assicurazione deve concederle il diritto di una presa di posizione. Dal momento in cui ha ricevuto il preavviso, lei ha 30 giorni di tempo per convincerla che la decisione che prevede di prendere è sbagliata. Deve quindi presentare fatti e argomenti che dimostrino la sua incapacità di guadagno.

Innanzitutto, chieda all’Ai di prendere visione degli atti. Potrebbe trovarvi dichiarazioni mediche contraddittorie o interpretazioni errate. In tal caso, dovrebbe segnalarle all’Ai.

Se il suo medico non dovesse essersi espresso in modo esauriente sull’influsso della sua patologia sulla capacità di guadagno, dovrebbe invitarlo a colmare questa lacuna o ad aggiungere delle precisazioni. Per questa procedura è consigliabile di rivolgersi a un avvocato esperto.

Dopo aver ricevuto la sua presa di posizione scritta, l’Ai valuterà le sue obiezioni e prenderà una decisione definitiva. Potrà fare opposizione per iscritto entro 30 giorni al Tribunale cantonale delle assicurazioni del suo cantone di domicilio.


I buoni scadono dopo un anno?

«A Natale ho ricevuto alcuni buoni su cui è indicata una validità di un anno. Una simile limitazione è ammessa?»
No. Simili scadenze non sono legalmente vincolanti.

Secondo l’avvocato Arnold Rusch, docente privato di diritto civile all’Università di Zurigo, anche per i buoni fanno stato i termini di prescrizione legali.

Ciò significa che buoni per merci, alimenti e ristoranti scadono solo dopo cinque anni, anche se indicano un’altra scadenza.
La maggior parte degli altri buoni si prescrive addirittura solo dopo dieci anni.


Vado via subito: va cercatoil subentrante?

«Ho appena acquistato una casa unifamiliare e vorrei lasciare subito l’appartamento che ho in affitto. Sono però fuori dai termini di disdetta. Devo cercare un subentrante?»

Se riconsegna l’appartamento prima dei termini di disdetta, deve cercare un subentrante solvibile disposto a riprendere l’appartamento alle stesse condizioni contrattuali.

Non ha importanza se trasloca in un altro appartamento in affitto o acquista una casa.


Posso chiedere la riduzione della pigione?

«Ho chiesto a voce la diminuzione della pigione al mio proprietario, visto che il tasso ipotecario diminuisce da anni. Lui mi ha risposto di non avere l’ipoteca sulla casa. Ho diritto lo stesso alla riduzione dell’affitto?»

Certo, non c’entra se il proprietario ha un’ipoteca oppure no. Chieda la riduzione tramite lettera raccomandata.

Attenzione: la riduzione vale unicamente dalla prossima scadenza contrattuale.

Per sapere di quanto va effettivamente ridotta la pigione, può consultare il libro “I diritti degli inquilini” (tagliando in basso per ordinarlo).


La mia eredità al mio partner e a suo figlio?

«Sono nubile, non ho figli e i miei genitori sono già morti. Con i miei quattro fratelli non ho alcun tipo di rapporto. Da 18 anni convivo con il mio compagno, vedovo, e il figlio. Alla mia morte vorrei che beneficiassero ognuno della metà del mio lascito. È possibile?»

Sì. In via testamentaria, lei può istituire come eredi il suo compagno e il figlio di quest’ultimo, lasciando ad ognuno di loro metà della sua eredità.

I suoi quattro fratelli non godono di tutela delle porzioni legittime e quindi alla sua morte non potranno far valere alcuna pretesa successoria.

Alla porzione legittima hanno diritto soltanto il coniuge, i discendenti e i genitori del defunto, e non i suoi fratelli o altri parenti.

Se lei però non lascia un testamento, l’intera eredità andrà ai suoi fratelli, ognuno dei quali avrebbe diritto a un quarto del suo lascito.

Anche il suo compagno può stabilire in via testamentaria che lei erediti da lui. Il figlio, però, ha diritto a una porzione legittima pari a tre quarti del lascito. Il suo compagno può quindi istituirla in via testamentaria erede del quarto rimanente. Se non lo fa, l’eredità andrà tutta al figlio.


Devo pagare io le spese processuali?

«Alcuni anni fa ho subito un fallimento privato. Uno dei creditori di allora mi ha nuovamente escusso per il debito iscritto nell’attestato carenza beni rilasciato in seguito al fallimento. Ma anche ora non sono in grado di pagare. Ho fatto quindi opposizione a causa di mancanza di nuovo patrimonio. La questione è finita davanti al pretore. Devo anticipare le spese processuali?»

Sì. Il tribunale può imporre a lei, quale debitore, i costi della valutazione giuridica volta a scoprire se ha i mezzi per pagare il debito. Lo ha deciso qualche anno fa il Tribunale federale.

Se non può pagare l’anticipo richiesto, può fare istanza per ottenere il gratuito patrocinio. Ne ha diritto se vive al di sotto del minimo esistenziale o poco al di sopra.

Dovrà perciò rendere noti i suoi redditi e stilare un elenco delle sue spese vitali.


Il gatto dal vicino: mi tocca pagare i danni?

«Il mio gatto si è intrufolato nell’appartamento del vicino e gli ha graffiato il costoso divano in pelle. Devo rispondere del danno?»

No. La legge prevede che il proprietario di un animale debba rispondere dei danni da questo causati. Ma tale responsabilità cade se lui può dimostrare di aver fatto il possibile per evitarli. Questo è possibile se si tratta di animali addestrabili come i cani. Dal proprietario di un gatto, però, non si può pretendere che rinchiuda l’animale per 24 ore al giorno o lo sorvegli costantemente.

Per questo motivo lei non dovrà rispondere del danno. Nel suo caso, il vicino avrebbe dovuto impedire al gatto di entrare nell’appartamento.

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