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L'Inchiesta
Edizione: 2/2017 marzo

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2/2017 marzo | pagina 25

Sono a militare: mi licenziano?
Durante i periodi protetti, il dipendente non può ricevere la disdetta. L'Inchiesta spiega anche come difendersi in caso di abusi

Quando si è protetti dal licenziamento?

Quando il licenziamento è deciso dal datore di lavoro durante un periodo protetto. In questi casi, la disdetta non è valida.

Quali sono i periodi protetti che annullano un licenziamento?

Quando il dipendente presta servizio obbligatorio svizzero, militare o di protezione civile, oppure servizio civile svizzero, e per quattro settimane prima e dopo tale servizio, se la sua durata è stata superiore a undici giorni.

Inoltre, si è protetti dal licenziamento per un determinato periodo se si è inabili al lavoro per malattia o infortunio, durante una gravidanza e per 16 settimane dopo il parto.

Quanto dura il periodo protetto in caso di malattia o infortunio?

Nel primo anno di servizio, il periodo protetto è di 30 giorni. Dal secondo e fino al quinto anno è di 90 giorni, dal sesto anno 180 giorni.

Quali sono le condizioni in caso di inabilità parziale a causa di malattia?

Il periodo protetto vale anche in questo caso, ma non si allunga in proporzione all'inabilità parziale.

Cosa succede nel caso ci si ammali più volte?

Se le malattie sono indipendenti tra loro, a ogni malattia inizia un nuovo periodo protetto. Non è così, invece, se si tratta di ricadute o fasi acute di una patologia di base.

Come bisogna reagire se si è licenziati in un periodo protetto?

Un licenziamento del genere è nullo, dunque non ha alcuna validità legale.

Una volta guariti, è consigliabile offrire di nuovo all'azienda la propria collaborazione. In questo modo è chiaro che non si accetta il licenziamento.

I periodi protetti valgono quando si è in prova?

No. Non proteggono neppure da un licenziamento immediato giustificato.

In quali casi il licenziamento è abusivo?

L'articolo 336 del Codice delle obbligazioni elenca una serie di motivi. La disdetta è abusiva se, per esempio, è data per una ragione intrinseca alla personalità (età, sesso, colore della pelle o origine), oppure se il datore di lavoro vuole vanificare delle pretese giustificate derivanti dal rapporto di lavoro.

Quali sono le conseguenze di un licenziamento abusivo?

Il licenziamento rimane valido, ma la persona licenziata ha diritto a un'indennità che può arrivare a sei salari mensili ed eventualmente anche ad altri risarcimenti.

Come si può reagire a un licenziamento abusivo?

Bisogna inoltrare un reclamo scritto al datore di lavoro durante il periodo di preavviso.

L'azione per richiedere un'indennità dovrà poi essere intentata in tribunale al più tardi entro 180 giorni dal termine del rapporto di lavoro.


Corina Schuppli, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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