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Edizione: 2/2017 aprile

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2/2017 aprile | pagina 27

Casse malati: se tu non saldi, ci pensano gli altri
Le assicurazioni ricevono dai cantoni, quindi dai contribuenti, l’85% dei premi non versati

La legge impone ai cantoni di aiutare le casse malati in caso di assicurati insolventi. In nove cantoni, tra cui il Ticino, i morosi finiscono nelle liste nere.

La famiglia Beretta (nome fittizio) di Seewis, nel canton Grigioni, ha debiti per circa 90 mila franchi. Dovendo pagare alla cassa malati Ökk circa 9 mila franchi di arretrati, è oggetto di una procedura esecutiva conclusasi con un attestato di carenza beni. La cassa potrà intentare una nuova procedura esecutiva in qualsiasi momento nei prossimi 20 anni.

I soldi dei contribuenti agli assicuratori
Dal 2012, con la modifica dell’articolo 64a della Lamal, il cantone deve pagare alla cassa malati l’85% dei premi non pagati (oltre alle partecipazioni alle prestazioni, gli interessi di mora e alle spese esecutive), per i quali è stato rilasciato un attestato di carenza beni.

Nel caso della famiglia Beretta si tratta di circa 7’700 franchi. Le casse malati hanno quindi una garanzia statale per le fatture scoperte. In pratica, sono i contribuenti a sopportare il loro rischio aziendale.

Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, nel 2015 i cantoni hanno dovuto pagare fatture scoperte per 285 milioni. Una cifra che non è mai stata così alta, ma che corrisponde a meno dell’1% degli introiti delle casse.

Nonostante i contribuenti si assumano l’85% delle fatture scoperte, nove cantoni iscrivono i debitori in una lista nera. Tra questi, anche il canton Grigioni e il Ticino (vedi riquadro). A chi fa parte della black list sono sospese le prestazioni e le casse malati rimborsano unicamente le cure d’emergenza.

Se i morosi riescono a ripagare il debito alle assicurazioni, queste rimborsano al cantone solo il 50%. Perché la norma non prevede l’85%? Forse perché le casse malati sono ben rappresentate in Parlamento. Basti pensare che il presidente della Commissione della sanità pubblica del Consiglio degli Stati, Konrad Graber, siede nel cda di Css e di Arcosana. Nella commissione del Consiglio nazionale nove membri sui 25 sono legati in un modo o nell’altro alle casse malati(1).

Turgovia: i comuni anticipano i premi scoperti
I cantoni Basilea Campagna e Neuchâtel hanno scelto un’altra strada, stipulando un contratto con l’associazione settoriale Santésuisse. I cantoni acquistano le pretese delle casse malati a un prezzo pari al 92% dell’attestato di carenza beni. Ciò li autorizza a trattare con il debitore e a condonare una parte dei debiti.

Nel canton Turgovia, invece, se il rimborso del debito è realistico, i comuni anticipano i premi scoperti. Inoltre, il cantone ha inviato a Berna un’iniziativa con cui chiede che i cantoni possano acquistare dalle casse gli attestati di carenza beni pagandoli al 90%. Se i cantoni devono pagare, ha senso che spetti a loro anche l’incasso.

Karl Kümin, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

(1)lobbywatch.ch



Ticino: 17 mila gli assicurati morosi

Chi finisce nella black list del cantone ha diritto alle prestazioni solo in casi di urgenza. In Ticino sono oltre 17 mila gli assicurati insolventi.

In nove cantoni svizzeri, tra cui il Ticino, è stata introdotta la lista nera dei morosi di cassa malati. Farne parte significa vedersi sospendere la copertura assicurativa, ad eccezione delle cure d’urgenza. Per la legge cantonale ticinese, per cure di prima necessità «si intendono le cure mediche o farmacologiche indispensabili al fine di evitare un imminente pericolo di vita, importanti dolori, nonché danni gravi o permanenti alla salute»(1).

Ma come si finisce nella black list? Gli assicurati con fatture scoperte sono segnalati al cantone (senza attendere il rilascio di un attestato di carenza beni), che richiede ai comuni una verifica per accertare la capacità di pagamento. È a quel punto che, se non saldano i debiti, sono iscritti nella lista nera.

Secondo un rapporto della Supsi(2), alla fine del 2015 facevano parte di questo elenco 2’540 persone. I morosi erano complessivamente 17’400, che corrisponde a una quota del 5% del numero medio di assicurati nello stesso anno. Rispetto al 2014 vi è stato un incremento del 20%. A fine 2016 la cifra è pressoché invariata (17’300).

L’aumento dei morosi si ripercuote sulle casse cantonali e di conseguenza sui contribuenti. Nel 2014 il Ticino ha versato agli assicuratori malattia quasi 14 milioni di franchi. Nel 2017 ha messo a preventivo 16 milioni e mezzo.
as

(1)tiny.cc/regolamento-Ticino (articolo 43)
(2)tiny.cc/rapporto-Supsi

lobbywatch.ch
tiny.cc/regolamento-Ticino
tiny.cc/rapporto-Supsi

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