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Edizione: 2/2017 aprile

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2/2017 aprile | pagina 11

Costi: Svizzera batte Europa
Per la carne si sborsa il 152% in più che nell’Ue. Solo per l’elettronica si paga meno

Secondo gli ultimi rilevamenti, la Svizzera è al primo posto della classifica dei paesi europei più cari. Uno dei motivi è la mancanza di concorrenza tra i grandi supermercati.

Dieci anni fa, in Danimarca, Islanda e Norvegia i prodotti alimentari costavano più che in Svizzera. Oggi la situazione si è ribaltata, stando ai dati pubblicati dall’Unione europea e dall’Ufficio federale per l’anno 2015.

Per esempio, in nessuno dei 38 paesi esaminati i prodotti alimentari sono cari come in Svizzera. Qui costano quasi l’80% in più della media. Anche la Norvegia è cara, ma supera la media europea del 58%.

Differenze esorbitanti per la carne (+152%), frutta e verdura e patate (+67%), pane e farinacei (+64%), latte, formaggio e uova (+48%, pur essendo in gran parte prodotti in Svizzera).

Soltanto in un settore la Svizzera è più conveniente: gli apparecchi elettronici costano il 2% in meno. Sono addirittura più economici che in Belgio, Grecia, Spagna, Portogallo, Serbia, Bosnia ed Erzegovina.

Secondo Coop, questo dipende dai dazi doganali quasi inesistenti e dalla concorrenza molto agguerrita sul mercato svizzero. Anche Migros sostiene che «in questo settore la lotta dei prezzi è abbastanza aspra».

Questo significa che, per quanto concerne i prodotti alimentari, non vi è una vera concorrenza. Nonostante l’arrivo in Svizzera di due discount tedeschi (Aldi nel 2005 e Lidl nel 2009), il loro effetto sui prezzi non è stato molto incisivo.

Migros e Coop: amiche, non concorrenti
I due negozi sostengono però il contrario.

«Dalla nostra entrata sul mercato forniamo quotidianamente il nostro contributo per garantire i prezzi più economici in Svizzera», afferma Lidl.

«Negli ultimi tre anni, abbiamo abbassato i nostri prezzi dell’intero assortimento del 6%», dice Aldi.

Entrambi, però, non raggiungono nemmeno un ottavo del fatturato di Coop e Migros.

Tra Migros e Coop non c’è concorrenza. I loro prezzi sono suppergiù uguali e gli sconti riguardano contemporaneamente determinati prodotti. I due supermercati lavorano con programmi fedeltà simili ed entrambi offrono la raccolta di punti. Hanno pure lanciato nello stesso momento un club di cucina e ricette.

Tutto questo va a discapito dei consumatori. Nel 2006 gli svizzeri pagavano i prodotti alimentari il 46% in più dei cittadini dell’Unione europea (vedi grafico). La percentuale è scesa fino al 34%, per poi risalire vertiginosamente fino al 78% nel 2015.

Coop dà la colpa al tasso di cambio, in particolare all’apprezzamento del franco dal gennaio 2015. La differenza sarebbe stata ancora maggiore, sostiene Coop, «senza le importanti riduzioni dei prezzi dei rivenditori al dettaglio».

Anche Migros rimanda al cambio: «La vendita al dettaglio svizzera deve acquistare i suoi prodotti a prezzi molto più alti dei suoi concorrenti esteri».

Ma questa scusa non regge. Grazie al franco forte, oggi i rivenditori al dettaglio pagano, per le merci importate, molto meno di prima.

Migros e Coop acquistano all’estero molti più prodotti di tutti i turisti dello shopping messi insieme.

Marco Diener, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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