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Spendere Meglio
Edizione: 2/2017 aprile

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2/2017 aprile | pagina 13

La nuova vita delle tutine
Non gettate i vestitini dei vostri figli. Potete venderli nei negozi dell’usato oppure online

Non sapete come liberarvi dei vestitini dei vostri bambini? I negozi dell’usato danno la metà del ricavato. Ma anche gli shop online sono una buona soluzione.

Le tutine da bebè diventano piccole nel giro di due o tre mesi. I vestitini, a dipendenza dell’età e della crescita dei bimbi, dopo uno-tre anni. Chi vuole venderli può portarli in un negozio dell’usato, sempre che siano tenuti bene, non abbiano macchie o buchi.

La rivista K-Tipp ha voluto fare una prova. Ha consegnato ad alcuni negozi dell’usato di Zurigo qualche indumento da bambino: quattro giacchine, due vestitini, un cappellino estivo per bebè, una tuta e due giacche estive.

Risultato: i negozi danno i soldi solo quando i vestitini sono venduti. In genere, trattengono il 50%-60% del guadagno. La cifra che si otterrà dalla vendita sarà quindi nota solo alla fine.

Per Null8, un’asta di vestiti per bambini a Riesbach, il prezzo di vendita è pari al 20-30% del prezzo nuovo, a dipendenza dello stato del capo. Significa che si riceve tra il 10% e il 15% del prezzo d’acquisto.

Fino alla misura 86 i prezzi sarebbero più bassi perché gli abiti vanno bene per pochissimo tempo. Occhio anche alla stagione: tre dei cinque negozi visitati non accettavano più vestiti primaverili ed estivi.

Capi venduti anche online
Una soluzione pratica per vestitini di marca è offerta dallo shop online secondstar.ch. Ai clienti fa avere gratuitamente un sacco per vestiti preaffrancato, con il quale possono inviare i vestitini. Il negozio fa successivamente un’offerta.

Per i capi del test di K-Tipp, secondstar ha offerto fr. 50.- più un buono sconto del 20% su eventuali acquisti. Chi non accetta l’offerta riceve indietro i vestitini gratuitamente. Questa operazione si è svolta senza alcun problema.

Su internet è possibile vendere direttamente i vestitini, per esempio su piattaforme quali ricardo.ch, tutti.ch e anibis.ch. Qui però i venditori devono pagare anche le spese di spedizione. Con ricardo, anche i costi di pubblicazione e vendita.

La vendita diretta è possibile anche nei mercatini locali, che in genere si svolgono in primavera e autunno.

Beatrice Walder, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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