HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 2/2017 aprile

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
2/2017 aprile | pagina 30

Assistenza: sono domande lecite?
«Mi sono annunciata in assistenza. Il comune mi pone molte domande personali alle quali non vorrei rispondere, per esempio se soffro di patologie croniche. Sono obbligata a rispondere?»

No. Il comune può raccogliere solo le informazioni utili a definire il suo diritto alle prestazioni.

L’autorità comunale preposta all’assistenza sociale ha bisogno di tutte le indicazioni che le permettano di capire la sua situazione economica. In particolare, quelle inerenti i redditi, la sostanza e gli obblighi finanziari (per esempio, il contratto d’affitto, i premi di cassa malati, le fatture mensili eccetera).

A parte le fatture mediche e della farmacia, lei non è obbligata a dare informazioni sulle sue malattie. Queste non servono, infatti, a definire la sua situazione finanziaria.



Basta alimenti quando la figlia avrà 18 anni?

«Il mio ex marito paga per nostra figlia gli alimenti, che nella sentenza di divorzio sono regolati fino alla maggiore età. A breve lei diventerà maggiorenne e il padre non vuole più pagarglieli, nonostante lei non abbia ancora terminato l’apprendistato. Dobbiamo accettare le sue condizioni?»

No. Per legge, i genitori devono provvedere al mantenimento dei figli fino alla conclusione della loro formazione.

Dai 18 anni questo diritto spetta ai figli stessi, ed è per questo che non è regolato nella sentenza di divorzio.
Quando sua figlia diventerà maggiorenne, dovrebbe stipulare col padre una convenzione scritta sulle prestazioni di mantenimento fino al termine della formazione. Se non riescono a giungere a un accordo, sua figlia può intentare un’azione presso il tribunale del suo luogo di domicilio o di quello del padre. Non solo può chiedere il mantenimento futuro, ma anche quello per l’anno precedente.



È vietato licenziarsi in alcuni mesi?

«Sul mio contratto di lavoro c’è scritto che è vietato licenziarsi da luglio a settembre e da dicembre a marzo. È ammissibile?»

Sì. Simili divieti di disdetta sono usati nei settori con alte stagioni. I datori di lavoro li usano per evitare di perdere dipendenti nei periodi meno opportuni. Non valgono solo per i dipendenti, ma anche per le aziende.

Ci sono due varianti:
- Può essere vietato dare la disdetta in un certo periodo, come nel suo caso.
- Il contratto stabilisce che non sono permessi determinati termini di disdetta.

Importante: simili convenzioni dovrebbero essere stabilite per iscritto e non solo oralmente, perché si discostano in modo netto dalle norme comuni.


Devo pagare anche i danni di mora?

«Non ho pagato una fattura. Sono stata escussa da un ufficio incassi, che mi chiede di pagare anche i danni di mora. Come devo agire?»

Spesso le società di incasso fatturano spese non giustificate. Occorre pagare solo il credito originario, più eventuali interessi di mora e spese di esecuzione. Si dovranno versare eventuali tasse di sollecito solo se stabilito contrattualmente.

Nel suo caso, dovrebbe fare opposizione, perché un precetto esecutivo può essere contestato anche solo parzialmente. Dovrà indicare esattamente la somma contestata, scrivendo per esempio: «Faccio opposizione per l’importo di 200 franchi».

Le opposizioni devono essere indirizzate all’ufficio esecuzione e fallimenti entro dieci giorni.

Impressum Design by VirtusWeb