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L'Inchiesta
Edizione: 3/2017 maggio

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3/2017 maggio | pagina 7

Una mano lava l'altra
Un'associazione sussidiata dallo Stato ha dato in appalto i corsi di acquagym a un'azienda diretta da un membro di comitato. Un chiaro conflitto di interessi

Alberto Bradanini, direttore della Swimming School Moby Dick di Lugano, fa parte del comitato dell'Associazione della Svizzera italiana delle persone affette da obesità (Asipao) che nel 2016 ha ricevuto dal canton Ticino un sussidio di 22 mila franchi.

L'associazione ha affidato i corsi di acquagym proprio alla Moby Dick, che le fornisce i suoi istruttori. Da un lato, Bradanini siede nel comitato che decide a chi attribuire i corsi sussidiati dallo Stato nelle piscine di Biasca, Castione, Massagno, Lugano e Minusio. Nello stesso tempo, sul sito di Moby Dick è indicato come istruttore e Ceo (Chief executive officer), cioè direttore.

Anche sul sito di Asipao, Bradanini scrive che nella Moby Dick ricopre «il ruolo di direttore come esperto pool, Bls-Aed e Ps, monitore Gs, sport e adulti e coach».

C'è quindi un chiaro conflitto di interessi. Contattato al telefono da L'Inchiesta nella sede della Moby Dick, Bradanini ha detto di non ricoprire più cariche all'interno della società. Afferma di averla ceduta e che da tre mesi vi è un nuovo comitato direttivo. E le informazioni sui siti? Secondo Bradanini, non sono aggiornate. Il giorno successivo all'intervista, il suo nome non appariva più sul sito di Moby Dick. Nessuna modifica, invece, su quello di Asipao.

Per Bradanini non c'è mai stato un conflitto di interessi tra il suo ruolo nella Moby Dick e quello all'interno di Asipao. Inoltre, la cifra ricevuta da Asipao (50 franchi per ogni ora di lezione) a suo parere non copre neppure le spese di Moby Dick, che paga le monitrici 25-30 franchi l'ora più le spese di trasferta.
Prima di dare l'appalto alla Moby Dick, Asipao pagava direttamente le monitrici 60 franchi l'ora.

Conflitto di interessi? Chiedete al presidente
Secondo Paolo Peduzzi, pediatra, granconsigliere Ppd e membro del comitato di Asipao, le associazioni non navigano nell'oro e devono scegliere chi offre le condizioni migliori. Ma in questo caso non esiste un conflitto di interessi, affidando l'organizzazione dei corsi a una ditta diretta da un membro di comitato? «Bisognerebbe chiederlo al presidente dell'associazione», ha risposto Peduzzi a L'Inchiesta.

Max Hofmann, presidente di Asipao e segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia, ha dichiarato a L'Inchiesta che prima di rivolgersi a Moby Dick l'associazione aveva vagliato altre offerte, però meno convenienti. Non vede alcun conflitto di interessi, anche perché Bradanini è entrato nel comitato di Asipao in un secondo tempo.

Segnalazione alla procura solo in casi gravi
L'associazione è finanziata con i fondi della lotteria intercantonale Swisslos. Ma le autorità vigilano sulla destinazione dei finanziamenti pubblici?

«Il nostro mandato è quello di esaminare le richieste di contributo in ambito sociale e culturale e di allestire le decisioni, previa consultazione degli organi di preavviso competenti», afferma Giorgio Stanga, responsabile dell'Ufficio fondi Swisslos e Sport-toto. «In sede di consuntivo controlliamo la correttezza dell'impiego dei contributi assegnati e verifichiamo i conti degli enti o associazioni beneficiari degli aiuti. Se un'associazione presenta una documentazione incompleta o non convincente, procediamo a ulteriori verifiche. Inviamo una segnalazione alla procura pubblica solo in caso di fatti accertati e gravi».

Tra Asipao e Moby Dick non vede un conflitto di interessi? Stanga non si esprime sul caso specifico perché afferma di non avere le necessarie informazioni. In generale, se si presentano casi dubbi e per evitare abusi, si procede a ulteriori approfondimenti.

«Queste cose fanno male»
La segretaria di Asipao ha invitato L'Inchiesta a non pubblicare alcun articolo sull'associazione «né oggi né in futuro».

«Siamo un gruppo di volontari che ci mettono il cuore», ha affermato, «e onestamente queste cose fanno parecchio male».

Antonella Sicurello




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