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L'Inchiesta
Edizione: 3/2017 maggio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


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3/2017 maggio | pagina 30

Sono scivolata: chi risponde?
«Lo scorso inverno un cliente è scivolato su una lastra di ghiaccio proprio davanti al mio negozio e si è ferito. Ho dovuto assumermi la responsabilità dell'infortunio. Qualche giorno dopo sono scivolata io, non su un fondo privato bensì sul marciapiede del comune. Chi deve rispondere?»

I proprietari di un immobile devono garantirne un accesso sicuro. Nel caso di una manutenzione carente, per esempio un mancato spargimento di sale, in caso d'infortunio sarà responsabile il proprietario dello stabile.

Questo vale anche per il comune proprietario del marciapiede. Ma in inverno e quando fa freddo bisogna essere particolarmente prudenti, perché non è possibile garantire contemporaneamente la manutenzione di tutte le strade e dei marciapiedi. Con questa premessa il tribunale valuterà la responsabilità del comune.


Prepensionata: posso tenere i conti 3a?

«A 62 anni andrò in prepensionamento. Posso lasciare intoccati i miei conti di pilastro 3a fino a 64 anni?»

Sì. Le donne raggiungono l'età di pensionamento ordinario a 64 anni, gli uomini a 65. I conti di pilastro 3a devono essere estinti al più tardi in quel momento, a meno che si continui a lavorare.

Da prepensionata non potrà più versare importi sul conto 3a, perché non lavora più.

Potrà effettuare il suo ultimo versamento l'anno in cui inizierà il pensionamento. Se, per esempio, questo parte a metà anno, prima di tale data potrà versare ancora l'importo massimo di fr. 6'768.- per dipendenti affiliati a una cassa pensioni.

Consiglio: qualora avesse diversi conti 3a, dovrebbe estinguerli in modo scaglionato su cinque anni per risparmiare sulle imposte. Per esempio, può pianificare l'estinzione dei conti in modo tale da estinguere l'ultimo a 64 anni.


Eredità: spetterà un risarcimento alla mia partner?

«Sono bisognoso di cure e la mia compagna si occupa di me da vari anni. Il mio parente più prossimo ancora in vita e unico erede è mio fratello, con il quale però non ho più contatti. Alla mia morte, la mia compagna avrebbe diritto, da parte dell'erede, a un risarcimento per il suo impegno?»

No. Ne avrebbe diritto solo se fosse in grado di dimostrare che vi è stato un accordo in tal senso tra di voi, ad esempio con un contratto di lavoro. Senza una convenzione di questo genere potrebbe contare solo sulla generosità di suo fratello.

Lei ha però un'altra possibilità: può stilare un testamento in cui istituisce la sua compagna quale erede, perfino erede unica, dato che non ha eredi con diritti legittimi da tenere in considerazione.

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