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Edizione: 3/2017 giugno

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3/2017 giugno | pagina 8

Il colesterolo non è cattivo
Gli interessi di Big Pharma dietro la pericolosità esagerata

Per molti anni i valori soglia sono stati abbassati e le prescrizioni di medicinali aumentate. Oggi è in atto una decisa inversione di tendenza.

Le prescrizioni di farmaci riduttori del colesterolo sono in continuo aumento. Secondo le cifre dell'organizzazione settoriale Interpharma, negli ultimi dieci anni le confezioni di statine come Crestor, Sortis o Zocor vendute in Svizzera sono salite da 1,4 a 2,3 milioni.

L'idea che si debbano abbassare i valori del colesterolo con i farmaci risale agli anni '50. Il ricercatore statunitense Ancel Keys sosteneva che una quantità elevata aumenterebbe il rischio di malattie cardiache.

Aveva analizzato i valori del sangue degli abitanti di sette Paesi, confrontandoli con il numero di infarti. Conseguenza: la soglia limite è stata gradualmente abbassata, la prescrizione di statina aumentata.

Oggi si è più cauti. Reinhard Imoberdorf, primario dell'Ospedale cantonale di Winterthur, spiega: «È uno dei più grossolani errori prodotti dalla medicina». Il colesterolo, infatti, non è una sostanza dannosa, ma necessaria alla vita, presente in ogni cellula, e il corpo la produce in gran parte autonomamente.

Una nuova valutazione di ricercatori statunitensi dimostra che le persone che traggono beneficio dalle statine sono in realtà pochissime.

Il rischio d'infarto fa la differenza
Una ricerca condotta sulla popolazione di Framingham, Massachusetts, aveva chiarito l'errore già negli anni '90: un elevato tasso di colesterolo, da solo, non causa danni. Il rischio di malattie cardiache aumenta solo quando il paziente in aggiunta fuma, soffre d'ipertensione o ha già subito un infarto. I critici hanno inoltre dimostrato che Keys aveva omesso dati che non rispecchiavano la sua teoria.

Oggi non ci si basa più unicamente sui valori del sangue, ma si considera anche il rischio d'infarto cardiaco generale.

Negli Usa il valore soglia è stato abbassato in modo marcato. Le statine sono consigliate quando il rischio d'infarto è del 7,5%. Soglia che, per il gruppo svizzero di lavoro Lipidi e Arteriosclerosi, è invece del 20%. Ciò nonostante, le statine continuano ad essere prescritte anche a persone sane.

Tutto ciò non è affatto casuale: gli Ordini dei medici sono strettamente legati all'industria farmaceutica. Etzel Gysling, editore della rivista Pharma-Kritik dice: «La maggior parte degli esperti di colesterolo sono influenzati dall'industria, perché da questa attingono i soldi per studi o presentazioni».

Per gli specialisti non ci sono dubbi: le statine sono indicate solo nei casi di rischio elevato di patologie cardiache. Gysling conferma: «Le statine sono sensate se la persona ha già avuto una malattia cardiaca».

Alle persone sane, invece, è consigliato perdere peso, praticare più sport, migliorare le abitudini alimentari e smettere di fumare.

Medici alleati dell'industria
Arnold von Eckardstein, presidente del gruppo di lavoro Lipidi e Arteriosclerosi, risponde alle critiche sostenendo che i membri di direzione sono volontari. Il supporto finanziario da parte dell'industria non avrebbe alcun influsso.

Stephan Windecker dell'Inselspital di Berna specifica: «Lo scambio tra esperti e industria è necessario e auspicato fino a quando si seguono chiare regole di trasparenza». A suo dire, i soldi da lui dichiarati come provenienti dall'industria, vanno alla fondazione dell'Inselspital.

Oliver Gaemperli dell'ospedale universitario di Zurigo, sostiene che la collaborazione tra medici e industria è «molto importante» per lo sviluppo di nuovi farmaci. Senza mezzi finanziari adeguati, gli ospedali non potrebbero svolgere grandi studi di omologazione.


Effetti dei farmaci nel mirino

Nuovi studi dimostrano che, in passato, le aziende farmaceutiche hanno fortemente esagerato l'utilità dei riduttori del colesterolo. Tre anni fa, il gruppo statunitense di ricerca The Nnt ha calcolato che le statine salvano la vita a una sola persona su 100 con patologia cardiaca. Quasi 96 pazienti su 100 che assumono statine, invece, non ne traggono utilità alcuna.

Alle persone sane le statine non allungano la vita (v. grafico a destra), però a molti causano effetti collaterali quali disturbi muscolari o diabete.

Andreas Gossweiler, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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