HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Scelgo io
Edizione: 3/2017 giugno

Nome: Scelgo io
Nato il: 22 gennaio 2002
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 30 dei mesi dispari


Abbonati a Scelgo io
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Scelgo io su iPad e iPhone

Torna indietro
3/2017 giugno | pagina 29

Pillole ferme sullo stomaco
È boom di antiacidi: ne fa uso circa uno svizzero su cinque

Ogni anno le casse malati pagano 170 milioni di franchi per medicinali inibitori della pompa protonica. Spesso prescritti inutilmente.

Stando alle promesse dei produttori, contro mal di stomaco, bruciore e reflusso acido basta assumere Nexium, Pantozol, Antramups o i rispettivi generici.

Tra il 2011 e il 2015, il numero di coloro che assumono questi medicinali è cresciuto di un quinto: oggi è il 18% della popolazione.

Christoph Gubler, primario di gastroenterologia all'Ospedale cantonale di Winterthur: «I farmaci sono ben tollerati e per alcune malattie presentano una buona efficacia». Permetterebbero ad esempio di guarire velocemente ulcere gastriche benigne o aiuterebbero nel caso di patologie di reflusso.

Solo la metà ha veri disturbi
Thomas Rosemann, professore all'Università di Zurigo, dice che molti ospedali usano questi medicamenti ormai «quasi di routine».

Secondo alcuni studi britannici, la metà delle persone che fanno ricorso agli antiacidi non soffre neanche di gravi problemi allo stomaco.

Molti disturbi si presentano solo a causa di un'alimentazione troppo grassa o perché i pazienti bevono alcol, fumano o sono in sovrappeso. La Società di gastroenterologia mette in guardia dal fatto che «negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli indizi che l'assunzione durevole potrebbe causare più effetti collaterali di quanto finora supposto», e favorirebbe l'osteoporosi e le fratture ossee.

Uno studio pubblicato sulla rivista specialistica statunitense Jama nel 2016, dimostrava che l'assunzione durevole di antiacidi aumenta del 75% il rischio di insufficienza renale. Perciò Thomas Rosemann consiglia: «Chi assume farmaci in modo durevole dovrebbe verificare col medico una volta all'anno se sono ancora necessari» e, qualora non lo fossero, ridurne gradualmente il dosaggio.

Eric Breitinger, Saldo
Vichi Masella, Scelgo io

Impressum Design by VirtusWeb