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Edizione: 3/2017 giugno

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3/2017 giugno | pagina 6

L'uovo svizzero è tedesco
Le galline ovaiole rossocrociate figlie di genitori importati

È la storia di una moderna Odissea: dal nord della Germania alle nostre tavole passando per un lungo tragitto in autocarro.

Le galline felici depongono le uova migliori. È così che l'associazione dei produttori Gallosuisse si fa pubblicità.

Quello che nella propaganda viene taciuto è che i genitori delle 2,9 milioni di galline ovaiole svizzere nascono in allevamenti all'estero. Ruedi Zweifel del Centro svizzero di competenza Aviforum conferma: «La creazione indipendente di un allevamento in Svizzera sarebbe troppo onerosa».

La fattoria degli orrori
Secondo Gallosuisse la maggior parte degli allevatori produce seguendo le direttive di Suisse Garantie, un'etichetta che prescrive che le galline ovaiole nascano entro i confini nazionali. Per questo s'importano i genitori.

Secondo Zweifel, la maggior parte proviene da Cuxhaven, nel nord della Germania, dove si trova Lohmann Tierzucht, una delle aziende di allevamento più grande al mondo, condannata nel 2011 per maltrattamento di animali.

Il trasporto che uccide
Anche il trasporto non è dolce. In Svizzera le galline possono essere trasportate al massimo per otto ore, con l'esclusione dei trasporti internazionali. Nel caso dei pulcini, vi è un'eccezione: nelle prime 48 ore di vita possono essere trasportati a piacimento.

Tanja Kutzer, dell'organizzazione animalista KAGfreiland, dice: «Le aziende di allevamento forniscono circa il 5% di pulcini in più di quanti ce ne starebbero nel pollaio di allevamento. Si tratta del numero che per esperienza muore durante il trasporto o subito dopo l'arrivo».

Per l'allevamento dei pulcini, secondo l'Ufficio federale dell'agricoltura, non vi sono limiti di dimensione del gruppo. Appena i genitori importati sono sessualmente maturi, producono uova fecondate, poi covate a macchina. I pulcini maschi vengono eliminati. Le future galline ovaiole finiscono nelle aziende di allevamento.

Nadja Brodmann della protezione degli animali di Zurigo denuncia: «La cova artificiale, lo stress del trasporto, l'allevamento senza chioccia, errori di postura e l'assembramento in enormi gruppi, possono causare disturbi comportamentali e cannibalismo».

18 mila in un pollaio
Dopo circa 18 settimane le galline sono pronte per l'azienda di produzione. Nei pollai convenzionali possono esserne tenute fino a 18 mila.

La maggior parte delle uova da lì finisce sugli scaffali di Migros, Coop & Co. tramite uno dei tre grandi commercianti: Eico, Lüchinger & Schmid e Ei. Sulla confezione brilla la croce svizzera.

Il presidente di Gallosuisse Jean Ullmann spiega: «Le galline che depongono uova svizzere sono nate qui». C'è però anche una piccola parte deposta direttamente da esemplari di genitori importati. Per Gallosuisse possono essere dichiarate svizzere anche queste.
Le galline in un anno depongono circa 300 uova.

Ruedi Zweifel: «Poi la qualità dei gusci peggiora e per i produttori non conviene tenerle più a lungo». Servono nuovi genitori esteri. Così, una volta all'anno si cambia.

Bio Suisse conferma che anche la produzione bio segue questo sistema. Ma in un pollaio possono esserci al massimo 2 mila galline, e ognuna ha a disposizione almeno cinque metri quadrati.

La provenienza dall'estero, stando alla protezione degli animali di Zurigo, concerne anche il mangime. Gallosuisse commenta che si usa quanto possibile produzione indigena. Il mangime importato sarebbe controllato e miscelato in Svizzera.

Cordelia Kreft, K-Tipp
Vichi Masella, Scelgo io

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