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Edizione: 3/2017 giugno

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3/2017 giugno | pagina 31

Bimba malata: quanti giorni liberi mi spettano?
«Quest'anno mia figlia di tre anni si è ammalata già due volte e sono dovuta restare a casa con lei per quattro giorni. Secondo il contratto di lavoro, per casi di questo genere ho a disposizione al massimo cinque giorni di assenza all'anno. È ammissibile?».

No. Per legge, le aziende devono concedere ai loro dipendenti almeno tre giorni liberi per accudire un figlio ammalato. Questa regola vale per ogni caso di malattia.

Nonostante abbia firmato un contratto che prevede altro, la prossima volta che sua figlia prenderà l'influenza lei potrà restare di nuovo a casa fino a tre giorni per curarla.


La fattura rientra nella franchigia del 2017?

«L'anno scorso sono stato dal medico per una polmonite, ma la fattura mi è arrivata solo ora. Questi costi rientrano nella franchigia del 2017?».

No. Per il conteggio fa stato la data del trattamento. Per quanto concerne franchigia e partecipazione si fa dunque riferimento all'anno scorso.

Se nel 2016 ha esaurito la franchigia e la partecipazione di fr. 700.-, la cassa malati dovrà assumersi tutti i costi.


Può licenziarmi se torno prima al lavoro?

«Secondo il certificato medico, sono inabile al lavoro ancora per un'altra settimana. Ma mi sento bene e vorrei riprendere a lavorare. Rimango protetta dal licenziamento se torno al lavoro?».

No. Se lei rientra al lavoro, l'azienda potrebbe licenziarla. Siccome si sente di nuovo in forma, evidentemente non è più ammalata e la protezione dal licenziamento decade.

Un certificato medico non è la dimostrazione di un'inabilità lavorativa, ma solo un indizio. È il dipendente stesso che può valutare la propria abilità o meno al lavoro.


Assicurazione convenzionale: sono protetto?

«Sto progettando un giro del mondo di vari mesi e prevedo di licenziarmi. Tramite l'assicurazione infortuni aziendale vorrei stipulare un'assicurazione convenzionale. Mi è stato detto che, nel caso mi dovessi far male, questa paga le indennità giornaliere, oltre alle spese mediche e ospedaliere. È vero?».

Sì. Se può dimostrare l'inabilità lavorativa con un certificato medico, anche con un'assicurazione convenzionale ha diritto a un'indennità giornaliera pari all'80% dell'ultimo salario percepito.

L'assicurazione aziendale risponderà per gli infortuni del tempo libero solo per un mese dopo il licenziamento.Lei dovrà quindi stipulare l'assicurazione convenzionale prima della scadenza di questo termine. La copertura può essere prolungata per un massimo di sei mesi.

I costi variano da 25 a 45 franchi al mese, a dipendenza della compagnia assicurativa.


Zecche: pago se mi vaccino?

«Pratico il nordic walking e in estate sono spesso nei boschi. Vorrei farmi vaccinare contro le punture di zecca: l'assicurazione di base paga?».

Sì. Si assume i costi delle vaccinazioni contro l'encefalite da zecche, una patologia che può essere trasmessa da un virus trasportato da questi animaletti.

Lei dovrà pagare franchigia e partecipazione, come per tutte le prestazioni della base. È assicurato anche il richiamo da fare ogni dieci anni.

Alle persone che rischiano maggiormente di essere punte dalle zecche durante il lavoro, come gli agricoltori o i guardaboschi, la vaccinazione deve essere pagata dall'azienda.

tiny.cc/info-zecche
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