HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 4/2017 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
4/2017 luglio | pagina 26

In Borsa ci vuole testa
Spesso i fondi a gestione attiva rendono più di quelli indicizzati. Ma un'analisi dimostra che è meglio non fidarsi

I fondi d'investimento si distinguono in due grandi classi: a gestione attiva e passiva. I primi danno lavoro a costosi specialisti che analizzano continuamente imprese e mercati e poi scelgono i titoli secondo loro più promettenti. L'obiettivo è offrire più del mercato medio. Questi fondi comportano quindi anche spese correnti più elevate.

I fondi indicizzati o a gestione passiva, invece, si limitano a seguire un indice e in media costano un quarto. Si limitano a riportare in modo possibilmente preciso lo sviluppo medio di un determinato settore di mercato, ad esempio delle più grandi imprese svizzere comprese nell'indice Smi (Swiss market index).

Numerose analisi hanno dimostrato che la maggior parte dei fondi attivi non ha raggiunto gli obiettivi prefissati e rende meno dei fondi indicizzati.

In genere, però, i confronti sulla redditività si basano su analisi a breve termine, sull'arco di tre o, più raramente, cinque anni. Uno dei problemi basilari dei fondi a gestione attiva è che spesso quelli che per alcuni anni hanno presentato una redditività superiore alla media nel periodo di confronto successivo fanno peggio.

La rivista K-Geld ha svolto un test nei settori d'investimento più importanti. Il metro di misura per i fondi a gestione attiva è stato quello dei fondi indicizzati. Sono stati considerati i fondi a disposizione del grande pubblico. I dati della redditività di fine aprile 2017 sono quelli forniti dall'azienda di analisi fondi Morningstar. I fondi in valuta estera sono stati ricalcolati in franchi svizzeri.

Conclusione: ci sono fondi a gestione attiva che a lungo termine riescono a battere la concorrenza, ma la loro redditività non rappresenta alcuna garanzia per il futuro. Meglio acquistare fondi indicizzati.
Ma vediamo nel dettaglio il risultato dell'analisi.

Azioni a livello mondiale
In questo settore d'investimento, nella media degli ultimi dieci anni, con i fondi indicizzati è stata possibile una redditività di poco superiore all'1%. Per esempio con Vanguard Global Stock Index Inv (Isin Ie00B03Hd084) o Lyxor Msci World Etf (Isin Fr0010372201).

Alcune dozzine di fondi a gestione attiva li hanno superati, ma la cifra, di primo acchito importante, si relativizza immediatamente se si considera l'enorme offerta di fondi azionari a gestione attiva a livello mondiale (sono centinaia).

Per esempio, hanno fatto meglio dei fondi indicizzati: Veritas Global Focus A (Ie00B0Wflc14), Goldman Sachs Dynamic World Equity (Lu0245325260), Vontobel Global Equity (Lu0218910023), Multipartner Equity Opportunities Fund (Lu0260854897), Meridien Global Concentrated Fund (Lu0219441572).

Questi fondi a gestione attiva hanno reso, nella media degli anni, il 2% in più dei fondi indicizzati. Ma lo hanno fatto in modo altalenante: per esempio, il fondo Veritas ha tenuto molto bene durante la crisi finanziaria da metà 2007 alla primavera del 2009, ma dal 2012 ha fatto peggio dei fondi passivi.

Altro esempio. Il fondo azionario di Edouard Carmignac ha più che raddoppiato il valore delle sue quote da aprile 2002 ad aprile 2012, nel periodo in cui le borse mondiali hanno perso circa un quinto. Dal 2012, però, Edouard Carmignac perde, nei confronti dei prodotti indicizzati paragonabili, il 5% annuo. In passato Morningstar gli assegnava il massimo di cinque stelle di qualità, oggi solo due.

Obbligazioni a livello mondiale
Per questo grande settore d'investimento non ci sono fondi indicizzati. Non vale la pena però completare il proprio deposito titoli con uno o due dei migliori fondi a gestione attiva.

Le analisi hanno dimostrato che non conviene assumersi i rischi legati alla valuta estera nel campo delle obbligazioni. Perciò le casse pensioni, le assicurazioni e altri grandi investitori assicurano tale rischio. E lo possono fare anche gli investitori privati.

La rete di sicurezza ha però i suoi costi, ed è per questo che negli ultimi dieci anni i fondi hanno fornito una redditività peggiore dei fondi indicizzati per obbligazioni in franchi.

In altre parole, non conviene acquistare fondi contenenti obbligazioni basate su euro, dollari di vari paesi, sterline, corone eccetera.

Azioni Svizzera (valori standard)
Nei valori standard rientrano le maggiori imprese. I fondi indicizzati seguono lo Swiss market index (Smi, 20 maggiori aziende) o lo Swiss leader index (Sli, 30 maggiori aziende). Hanno fruttato, negli ultimi dieci anni, rendimenti di circa il 2% annuo e sono stati superati da diversi fondi a gestione attiva.

Gran parte di questi, però, ha raggiunto la maggiore redditività negli ultimissimi anni, mentre prima non brillavano affatto. Questo è dovuto al fatto che il mercato azionario svizzero è dominato da poche grosse imprese, come Nestlé, Novartis e Roche.

I fondi a gestione attiva, invece, sono più liberi: pur essendo gestiti sotto la definizione valori standard, includono anche valori secondari, dunque azioni di piccole e medie imprese. Se questi valori secondari ottengono risultati migliori di quelli standard, gli attivi superano automaticamente i passivi. Come avvenuto dall'autunno 2015: i valori secondari hanno fatto molto meglio di quelli standard. Bisogna quindi essere scettici nei confronti dei fondi a gestione attiva che hanno fornito buoni risultati soprattutto per questo motivo.

Ce ne sono però anche alcuni che avevano ottenuto risultati migliori già prima. In particolare: Swiss Opportunity Fund (Isin Ch0021778029), Credit Suisse 130/30 Swiss Equity (Isin Ch0017229615) e Raiffeisen Futura Swiss Stock (Isin Ch0011980981).

Azioni Svizzera (valori secondari)
Il metro di misura è lo iShares Smim, il fondo indicizzato più vecchio per i valori secondari, dunque per imprese medio-grandi o piccole. Negli ultimi dieci anni ha presentato una redditività media di circa il 4% annuo.

Qui si è verificata una cosa atipica: la maggioranza dei fondi secondari a gestione attiva ha distanziato l'indice, e non solo grazie ad alcuni buoni anni. Perché? Nel caso dei valori secondari, per gli amministratori dei fondi è più facile ottenere una redditività superiore alla media di questo segmento di mercato.

Le grandi imprese sono sotto stretta osservazione di molti analisti, per le imprese medie e piccole la trasparenza è minore. I gestori dei fondi possono dunque anche scovare veri gioiellini. Inoltre, i modelli di gestione in questo settore sono più semplici e comprensibili e le analisi più sicure.

Negli ultimi anni hanno registrato la migliore redditività, tra il 7% e l'8% annuo, praticamente il doppio della media di tutte le azioni di valori secondari: Amg Substanzwerte (Isin Ch0019597530), Pictet Swiss Mid Small Cap (Isin Ch0003299580) e Mirabaud Swiss Small & Mid (Isin Lu0636969866).

Il successo di diversi fondi secondari a gestione attiva ha attirato così tanto denaro che alcune porte sono temporaneamente chiuse ai nuovi clienti. Amg e Pictet, per esempio. Gli investitori potrebbero deviare su fondi ancora aperti. Ma queste chiusure indicano che il mercato è molto apprezzato.

Due fondi indicizzati hanno più di dieci anni: Pictet Bonds Tracker P dy e Swisscanto Bond Fund. Riportano l'evoluzione di tutte le obbligazioni quotate in franchi, esclusi i titoli ad alto rischio.
La loro redditività complessiva negli ultimi dieci anni è pari a circa il 3% annuo. Nessun fondo a gestione attiva con la stessa copertura è riuscito a raggiungere tali risultati in questo lasso di tempo.

Fondi immobiliari Svizzera
Ci sono solo fondi attivi che investono sia in società anonime (Swiss Prime Site, Allreal eccetera) sia in fondi immobiliari quotati (Sima, Living Plus eccetera).

Il metro di misura è l'Ubs Sxi Real Estate, l'unico fondo indicizzato che fa lo stesso. Lanciato a fine marzo 2011, presenta da allora una redditività media del 6,7% annuo. Nessun fondo a gestione attiva ha fatto meglio.


Diversificate l'investimento e tenete d'occhio gli interessi

- I fondi indicizzati rendono a lungo termine più della maggior parte dei fondi a gestione attiva. Se volete impegnare poco tempo per i vostri investimenti, acquistate solo fondi indicizzati o prodotti vicini agli indici.

- In alcuni settori d'investimento, i fondi attivi superano quelli passivi. Se vi divertite a ricercare fondi ad alta redditività, potete sfruttare la piattaforma morningstar.ch. Su Tools e Fonds/Etf Quickrank troverete i relativi dati e su Morningstar Kategorien i diversi settori d'investimento.

- Spesso i fondi attivi che forniscono ottimi risultati per un determinato periodo non riescono poi a mantenere la loro prestazione. Scendono al di sotto dei fondi indicizzati paragonabili o crollano letteralmente. Se avete fondi a gestione attiva, dovreste controllarli e sostituirli se non rendono più per un certo periodo.

- A causa del maggiore rischio, non dovreste investire tutto nei fondi attivi. Potete combinarli con quelli indicizzati. Per esempio, investite un terzo del capitale in fondi a gestione attiva e due terzi in fondi indicizzati.

- Le banche cercano di convincere i clienti ad acquistare costosi fondi interni, che però raramente sono i migliori. Fatevi inserire nel deposito solo fondi ripresi ai primi posti nei confronti indipendenti come quelli di Morningstar.


Fondi indicizzati, scommessa vincente

Uno dei più grandi investitori al mondo è a un passo dal vincere la sua scommessa: in quasi dieci anni i fondi passivi hanno reso più di quelli a gestione attiva.

Nel 2008 il finanziere statunitense Warren Buffet aveva scommesso un milione di dollari che nel decennio successivo i fondi indicizzati avrebbero reso più di quelli a gestione attiva. In pratica, aveva predetto che l'indice Standard and Poor's (S&P), che rappresenta le maggiori aziende quotate alla borsa di New York, avrebbe battuto il fondo dei fondi hedge scelto dal gestore Protégé Partners, il quale aveva accettato la scommessa.

A pochi mesi dalla scadenza dei dieci anni, Buffet è a un passo dalla vittoria: l'indice S&P ha guadagnato il quadruplo rispetto all'hedge fund (85% contro il 22%). Le spese dei fondi gestiti attivamente si mangiano una buona fetta del guadagno. La maggior parte dei fondi indicizzati ha invece costi inferiori.

Silvio Bertolami, K-Geld
Michela Salvi, L'Inchiesta

Impressum Design by VirtusWeb