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L'Inchiesta
Edizione: 4/2017 luglio

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4/2017 luglio | pagina 11

Calici impuri
I produttori usano sostanze animali non dichiarate per chiarificare il vino

Sulla controetichetta del Cabernet Sauvignon Eaglehawk del vinificatore australiano Wolf Blass, c'è scritto: «Produced with the aid of egg, milk, and fish products and traces may remain» (vedi controetichetta in basso).

Tradotto, significa che il vino è ottenuto con l'ausilio di prodotti a base di uova, latte, pesce, e può contenerne tracce.

In Australia questa modalità di produzione deve essere indicata sull'etichetta. In Svizzera, Coop vende lo stesso vino senza tale indicazione (vedi controetichetta in alto). Coop non nega questa evidenza.

Pericolo allergie
I vini delle cantine Blass non sono un'eccezione: i produttori usano sostanze di origine animale per purificare il vino. In gergo si parla di chiarificazione. Oltre a vesciche natatorie essiccate di storione, si usano anche gelatine dei tessuti connettivi di maiali e manzi.

In Europa questo non deve essere dichiarato, perciò non è dato sapere quali e quante bottiglie contengano questo tipo di residui. Johannes Rösti, direttore enologico di Agroscope, il Centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica, conferma: «È difficile stimare quanti vini siano chiarificati e con quali sostanze».

Eppure le alternative esistono. Lo dimostra il commerciante svizzero di vini bio Delinat, le cui direttive interne sui vini per vegetariani, vietano gelatine e altri componenti derivati dalla carne. Sono permesse solo sostanze di origine animale, ad esempio latticini o albume. Nei vini per vegani non possono essere usate sostanze provenienti in qualche modo dall'allevamento.

Vegetariani trascurati
La legge impone da ormai quasi cinque anni la dichiarazione dell'uso di albume e latte qualora siano stati usati per la chiarificazione. Il motivo è che molti consumatori potrebbero presentare reazioni allergiche a queste sostanze. Anche il pesce può causare allergie, ma il suo uso come additivo non sottostà all'obbligo di dichiarazione su vino e birra. Eppure l'informazione sarebbe importante, soprattutto per i vegetariani che, secondo l'Associazione svizzera per il vegetarismo, desiderano sapere in quali prodotti si usano sostanze di provenienza animale.

Darko Cetojevic, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta


Prosecco senza glifosato

ll prosecco sarà presto privo di glifosato. I produttori del trevigiano rinunceranno all'uso del controverso pesticida e dei funghicidi Folpet e Mancozeb.

Chi non si adegua non potrà più contrassegnare i propri vini con il marchio di provenienza Doc.

Il divieto mira a proteggere l'ambiente e la salute delle persone nelle zone di coltivazione. Il consorzio del prosecco l'anno scorso ha imbottigliato 510 milioni di bottiglie. I viticoltori svizzeri dovrebbero far tesoro del provvedimento italiano. L'anno scorso Greenpeace ha analizzato i vini svizzeri, rilevando che sette su otto di produzione convenzionale presentavano tracce di glifosato. La sostanza è considerata potenzialmente cancerogena.

Eric Breitinger, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta


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