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L'Inchiesta
Edizione: 4/2017 luglio

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4/2017 luglio | pagina 10

Bibite Zero troppo zuccherate
L'etichetta è fuorviante. Le bevande possono contenere una quantità di dolcificante pari al 70% della variante normale

«Vero sapore, zero zuccheri». È questo lo slogan pubblicitario che accompagna la Coca-Cola Zero.

La bibita è sul mercato oramai da dieci anni. Da allora, per molti consumatori la dicitura Zero è sinonimo di bevanda senza zucchero. Ma non è così. Se, ad esempio, si legge il retro dell'etichetta del succo d'arancia Zero di M-Budget, si scopre che in 1,5 litri di succo ci sono 15 grammi di zucchero, pari a ben quattro zollette.

Lo stesso vale per il succo di pompelmo M-Budget Zero.

La portavoce Migros Monika Weibel non ritiene si tratti di una dichiarazione ingannevole: «Lo zucchero di questi prodotti proviene dal succo di frutta. La denominazione Zero si riferisce al fatto che non è stato aggiunto zucchero. Perciò i prodotti possono essere venduti con la dicitura Zero».

Sostanze cancerogene
I due prodotti Migros non sono casi isolati. Anche Coca-Cola, la pioniera del trend Zero, non mantiene sempre le promesse pubblicitarie.

La sua bibita Fanta Zero, infatti, contiene zucchero di frutta (4 grammi al litro). Lo stesso vale per Flirt Orange Zero di Aldi (3 grammi). Entrambi i produttori sostengono di rispettare le norme.

La legge però non prevede la definizione Zero. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) la equipara alla dicitura light. Questo significa che i produttori possono indicare Zero sull'etichetta di un prodotto, se contiene il 30% di zucchero in meno della variante normale.

La rivista per consumatori K-Tipp ha constatato che dallo scorso mese di novembre, Migros ha modificato i nomi delle bibite M-Budget: dove in passato c'era scritto light, oggi c'è Zero, ma il contenuto delle bottiglie è lo stesso. Monika Weibel conferma, e spiega che «la dicitura Zero sarebbe più orientata al cliente». Una risposta probabilmente più onesta sarebbe stata che l'etichetta Zero si vende meglio.

Le bevande light o Zero sono dolcificate con additivi chimici, in parte controversi e sospettati di causare malattie. Qualche esempio:

- Aspartame (E951): nel mirino da decenni, poiché può causare mal di testa, allergie ed essere addirittura cancerogeno. Concretamente, per chi è affetto da fenilchetonuria, l'aspartame può essere pericoloso perché questi soggetti non sono in grado di convertire la fenilalanina. Per questo motivo, sui prodotti contenenti aspartame, per legge deve esserci la seguente indicazione: «contiene una fonte di fenilalanina».

- Ciclamato (E952): negli Usa questa sostanza è vietata da oltre 40 anni. Negli esperimenti sugli animali si è dimostrata essere cancerogena.

Ma perché in Svizzera la sostanza è permessa? Eva van Beek, portavoce dell'Usav, sostiene che il ciclamato è consentito anche nell' Ue, e «fino a un'assunzione giornaliera di 7 mg per chilo di peso corporeo sarebbe considerato sicuro anche a lungo termine».

Markus Fehlmann, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

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