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L'Inchiesta
Edizione: 4/2017 luglio

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4/2017 luglio | pagina 14

La fuga dagli sportelli
Le Ferrovie spingono in modo molto deciso all'utilizzo degli automatici. E intanto sempre più stazioni rimangono sguarnite

Le Ffs chiudono sempre più biglietterie, lasciando le stazioni sprovviste dei relativi servizi. I clienti sono obbligati ad acquistare i loro biglietti all'automatico o via internet. L'azienda motiva questa scelta adducendo «un calo nella richiesta di vendita servita». Ma sembra un po' una presa in giro, considerato che la compagnia si attiva in prima persona per tenere lontani i clienti dagli sportelli. Nelle stazioni ancora servite, gli stessi dipendenti Ffs invitano a usare gli automatici.

«Tagliare il ramo su cui si è seduti»
Secondo la rivista del Sindacato del personale dei trasporti (Sev), gli addetti agli sportelli, su indicazione dei piani alti, quest'anno dovranno riuscire a convincere 80 mila clienti a servirsi online.

Il sindacalista Peter Käppler teme altre chiusure: «Allontanando i clienti dagli sportelli, che poi saranno chiusi, i dipendenti tagliano il ramo su cui sono seduti».

Ma c'è dell'altro. I punti vendita pare avrebbero dovuto raggiungere un determinato tasso di registrazioni. Il conseguimento degli obiettivi, in alcune stazioni, avrebbe dovuto addirittura influenzare la valutazione del personale. Dopo le veementi proteste del sindacato, il progetto è stato abbandonato.

Interrogate da K-Tipp, le Ffs rispondono: «Continuiamo a sviluppare i nostri canali di vendita affinché diventino ancora più facilmente sfruttabili. Perciò spieghiamo ai nostri clienti anche come funzionano gli automatici e le app».

Per le Ffs il web è vantaggioso. Risparmiano sul personale e i locali, e raccolgono anche dati sensibili da vendere poi alle aziende pubblicitarie. In un video su ffs.ch, le ferrovie pubblicizzano la loro app quale «perfetto veicolo pubblicitario». I costi della pubblicità dipendono dal numero di coloro che leggono l'inserzione: fr. 40.- ogni 1'000 lettori.

Del resto, l'iscrizione al sito è un prerequisito per poter acquistare biglietti online. I clienti devono dunque immettere una serie di dati personali quali ad esempio nome, cognome, data di nascita, partenza, arrivo e classe del viaggio nonché data dello stesso.

Secondo un'indagine del settimanale Schweiz am Wochenende, le Ffs vogliono registrare anche il luogo dal quale i clienti acquistano il biglietto via smartphone. Anche questi dati sono venduti ad aziende pubblicitarie. Stando al sito delle Ffs, per ogni mille utilizzatori dell'app, i pubblicitari devono pagare 10 franchi.

Pubblicità eliminabile
Questa procedura è tanto più urtante se si considera che, un anno fa, l'Incaricato federale della protezione dei dati aveva criticato le Ffs per raccolta dati ingiustificata effettuata con Swisspass. Allora, le Ffs salvavano tutti i dati del controllo biglietti per 90 giorni in un'apposita banca dati. Un accumulo definito dall'Incaricato inutile e sproporzionato.

Consiglio: le pubblicità sullo smartphone possono essere eliminate. Sull'app Ffs, in alto a sinistra, cliccare sulle tre righe orizzontali. Poi, scegliere “impostazioni”, “altre impostazioni” e togliere il visto dalla pubblicità di terzi. Non è dato sapere se questo impedisca anche la trasmissione di dati personali.

Markus Fehlmann, Christian Birmele, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

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