HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 4/2017 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
4/2017 luglio | pagina 28

Previdenza: più soldi alle vedove
Da gennaio il capitale di cassa pensioni in caso di divorzio viene diviso in modo diverso. Ne escono avvantaggiate le donne, che ricevono la rendita a vita anche dopo il decesso dell'ex marito.

La revisione del diritto del divorzio, entrata in vigore lo scorso gennaio, ha introdotto alcune novità che riguardano la divisione del capitale di cassa pensioni in caso di divorzio.

Fino a dicembre 2016, in caso di divorzio il capitale di cassa pensioni accumulato durante il matrimonio veniva diviso a metà tra i coniugi. Eccezione: se al momento del divorzio uno percepiva già una rendita Ai o Avs, si doveva pagare un'adeguata indennità. Se non c'era capitale, il tribunale stabiliva un determinato importo della rendita del marito per il mantenimento dell'ex moglie.

Al decesso dell'ex marito, la sua rendita decadeva e con questa anche la parte destinata all'ex moglie. Le casse pensioni spesso pagavano solo la rendita obbligatoria minima per superstiti, in genere non superiore a qualche centinaio di franchi.

Dallo scorso gennaio le cose sono cambiate: la rendita del Secondo pilastro viene divisa.

Se al momento del divorzio un coniuge è già pensionato, la parte destinata all'ex coniuge va alla cassa pensioni. Questa verserà la rendita di vecchiaia all'ex coniuge al momento del pensionamento. Una divorziata senza cassa pensioni può farsi versare il dovuto presso la Fondazione istituto collettore Lpp(1) che si occuperà poi di pagarle la rendita.

Questa nuova regola ha in parte effetto retroattivo: chi ha divorziato dopo il 2000 e ha ottenuto una rendita vita natural durante, ha tempo fino a fine anno per chiedere un adeguamento della sentenza di divorzio al tribunale competente. Questo potrebbe causare una riduzione degli alimenti attuali, ma in compenso ci sarà una rendita garantita a vita.

Beatrice Walder, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

(1)www.chaeis.net



Bitcoin: moneta virtuale ad alto rischio

I pagamenti con i bitcoin sono veloci, ma i rischi sono dietro l'angolo.

Il bitcoin è una moneta virtuale, nata nel 2008, con cui si possono pagare merci e servizi. I versamenti passano dal mittente al destinatario, senza mediazioni bancarie.
Per usare questa moneta serve un software da installare sul computer o sullo smartphone, il cosiddetto portafoglio digitale o wallet.

I bitcoin si acquistano attraverso speciali portali internet: per esempio, all'estero da Coinbase o Kraken, in Svizzera su bity.com e bitcoinsuisse.ch. Si possono avere anche agli automatici bitcoin: inserendo la banconota in franchi, si riceve un codice Qr sullo smartphone o su carta da leggere poi nel wallet.

Ma cosa si rischia con questo sistema? Innanzitutto, le valute virtuali non sono regolamentate a livello statale e gli investitori non sono quindi protetti. Inoltre, il corso dei bitcoin rispetto al franco svizzero oscilla moltissimo. Esempio: il 15 marzo 2017 un bitcoin valeva fr. 1'266.-, a fine marzo fr. 1'045.-, il 17 maggio fr. 1'807.-. Gli investimenti finanziari in bitcoin sono dunque ad alto rischio.

Infine, non è semplice liberarsi dei bitcoin. Si possono ricambiare in franchi svizzeri su borse internet quali bity.com, ma si perderà il margine per la piattaforma.

Johannes Plott, K-Geld
Silvia Mossi, L'Inchiesta

www.chaeis.net

Impressum Design by VirtusWeb