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Spendere Meglio
Edizione: 4/2017 agosto

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4/2017 agosto | pagina 28

Sunrise: ai morosi costi ingiustificati
Il supplemento per le società d’incasso non è valido

A chi è in ritardo con il pagamento della fattura, Sunrise addebita anche la tassa di eleborazione per le società di incasso. Ma può pretendere solo gli interessi di mora.

Nel 2016 Sunrise ha cambiato le sue condizioni generali senza avvisare i clienti. La modifica riguarda i ritardi nei pagamenti. Secondo il nuovo punto 8, «Sunrise può ricorrere a terzi per la riscossione in qualsiasi momento. In questo caso il cliente è tenuto al pagamento di una tassa».

Sul suo sito sono elencati gli importi di questa «tassa di elaborazione» per il fornitore del servizio di riscossione*. Oltre a fr. 30.- per il sollecito, in caso di una fattura scoperta di fr. 12.-, il cliente deve pagare fr. 37.-. Se l’importo da versare a Sunrise è di fr. 25.-, la tassa ammonta a fr. 58.-. Se varia da fr. 60.- a fr. 144.-, corrisponderà all’ammontare del credito in sospeso.

Questa disposizione è valida? No, risponde Thomas Probst, il professore di diritto privato dell’Università di Friborgo: «Se Sunrise non ha informato i clienti della nuova disposizione, la società non vi si può appellare».

Di conseguenza, Sunrise può incassare solo gli interessi di mora. A meno che la società possa dimostrare che il ritardo nel pagamento le abbia causato un grave danno. Ma questo è praticamente impossibile, considerati gli interessi irrisori sui conti applicati attualmente.

La nuova disposizione non sarebbe valida nemmeno se Sunrise ne avesse informato il cliente e questi non l’avesse contestata.

«La costruzione di un contratto a favore di un terzo non definibile, nascosto in una frase poco appariscente nelle condizioni generali, non è vincolante», sostiene Probst. Inoltre, le tariffe sarebbero sleali: «Trenta franchi per un sollecito, con un tempo di lavoro stimato in cinque minuti, corrispondono a una tariffa oraria di 360 franchi». Decisamente troppo.

Il portavoce di Sunrise Roger Schaller non è d’accordo: il nuovo punto 8 non rappresenterebbe una modifica unilaterale del contratto soggiacente all’obbligo di comunicazione. La disposizione definirebbe in modo trasparente il tipo di costi cui vanno incontro i clienti morosi. Questi costi sarebbero stati imposti da Sunrise già in precedenza.

Beatrice Walder, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

*tiny.cc/tassa-elaborazione

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