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Spendere Meglio
Edizione: 5/2017 ottobre

Nome: Spendere Meglio
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5/2017 ottobre | pagina 26

Tu non paghi? Nemmeno io!
Se la cassa non partecipa ai costi ospedalieri, non può fatturare il contributo di fr. 15.-

La cassa malati Assura fattura a un assicurato il contributo di 15 franchi per la degenza ospedaliera. Anche se non gli aveva neppure rimborsato le spese di cura.

Marco Rossi (nome fittizio) ama scalare le montagne. Non ha paura nemmeno dell’Everest. Ma lì qualcosa va storto. A 4’940 metri di altitudine si sente male: è un edema polmonare ad alta quota e viene trasportato in elicottero all’ospedale di Katmandu.

Per la degenza paga sul posto fr. 1’891.-. Dalla sua cassa malati Assura non ottiene alcun rimborso, perché nell’assicurazione di base ha stipulato la franchigia massima di fr. 2’500.-.

Malgrado la cassa non abbia partecipato ai costi dell’ospedalizzazione, Marco si vede arrivare una fattura di fr. 45.- per i tre giorni trascorsi nel nosocomio.

L’importo non va sempre imposto
In generale, in caso di degenza ospedaliera, i pazienti devono pagare alla cassa malati 15 franchi al giorno, perché risparmiano sul cibo. Ma a una condizione: che l’assicurazione di base partecipi ai costi dell’ospedalizzazione.

La rivista K-Tipp, attraverso un avvocato, ha quindi inviato un reclamo ad Assura. Questa la sua argomentazione: se, per l’elevata franchigia, la base della cassa malati non partecipa alle spese, l’assicurato non deve assumersi pure il «contributo ai costi della degenza ospedaliera». Altrimenti la cassa si arricchisce ai danni del paziente.

Non è rilevante che l’evento sia accaduto all’estero. Se l’ammontare della fattura ospedaliera fosse stato inferiore a fr. 2’500.- in Svizzera, la cassa malati avrebbe pagato e poi fatturato l’importo all’assicurato.

Anche in questo caso non avrebbe sopportato alcun costo, e dunque non avrebbe potuto chiedere all’assicurato la partecipazione ai costi ospedalieri.

Per Assura non c’è un obbligo legale
Lo ha ammesso anche la cassa malati Assura. Dopo il reclamo ha rinunciato ai 45 franchi, pur sostenendo di farlo «senza riconoscere alcun obbligo legale».


Degenza ospedaliera: esentati bambini, studenti e partorienti

Il contributo per l’ospedalizzazione non è richiesto a tutti gli assicurati. Ecco chi non deve pagarlo.

Nell’assicurazione di base, la partecipazione ai costi è formata dalla franchigia e da un’aliquota percentuale. Nel caso di una degenza ospedaliera, gli assicurati devono pagare alla cassa malati anche fr. 15.- per ogni giorno di degenza.

L’idea a monte è che chi soggiorna in un ospedale risparmia sul vitto. In genere, gli ospedali considerano giorni completi di degenza anche quello del ricovero e della dimissione.
L’importo può essere fatturato solo se la cassa malati partecipa effettivamente ai costi di ospedalizzazione.

Ma lo devono versare tutti gli assicurati? No. Non pagano le donne che hanno partorito, i bambini e i giovani dai 19 ai 25 anni ancora in formazione.

Attenzione: molte casse non verificano se i giovani al di sotto dei 26 anni sono in formazione. In caso di errore, va inoltrato all’assicurazione un attestato di frequenza della scuola o dell’università.

Ernst Meierhofer, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

Non chiedete offerte sui siti privati di confronto, fonte di costi nascosti a carico di tutti gli assicurati. Usate il sito della Confederazione www.priminfo.ch


Assura sempre ultima

L’Istituto Link di Lucerna, su incarico della rivista K-Tipp, svolge da anni un’indagine rappresentativa per conoscere il grado di soddisfazione degli assicurati. Dal 21 agosto al 6 settembre 2017 sono state interpellate telefonicamente 2’388 persone tra i 15 e i 79 anni, residenti in Svizzera tedesca e francese. La scelta dei partecipanti corrisponde per sesso, età, domicilio e dimensione dell’economia domestica alla loro quota nella popolazione totale.

Risultato: Swica ha scavalcato Sanitas, piazzandosi al primo posto. Concordia è sempre terza. Cpt passa dalla settima alla quarta posizione e Css prende il posto di Helsana. Fanalino di coda è ancora Assura: è spesso la cassa meno cara, ma il servizio lascia a desiderare.


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