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Spendere Meglio
Edizione: 5/2017 ottobre

Nome: Spendere Meglio
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5/2017 ottobre | pagina 3

Il profumo che inganna
È convinta di comprare su un sito svizzero, ma in realtà è statunitense. E deve così pagare le spese doganali. La testimonianza di una lettrice di Spendere Meglio

Ordina un profumo su un web shop con dominio “.ch”, pensando che fosse svizzero. Poi l’amara sorpresa: il negozio ha sede negli Stati Uniti e per la spedizione deve pagare anche i tributi doganali.

«Volevo ordinare online il profumo Aromatics Elixir di Clinique e per aiutare il commercio interno avevo pensato di farlo su un sito svizzero», racconta Paola (nome fittizio). «Così ho fatto una ricerca su internet e ho trovato il portale parfumemporium.ch. Per la boccetta di 100 ml ho pagato fr. 69.-, più fr. 9.90 di spedizione».

Qualche giorno dopo riceve un’email con l’avviso che il pacco è stato spedito dagli Stati Uniti. «Ma io pensavo di aver ordinato il profumo da un’azienda svizzera!», dice la lettrice di Spendere Meglio.

Il pacco arriva dopo un mese, con un’altra spiacevole sorpresa: deve pagare fr. 27.70 di tributi doganali. «Al momento dell’acquisto non mi è stato comunicato che avrei dovuto sostenere anche questa spesa», sottolinea Paola.

Inoltre, non convinta della serietà della ditta e soprattutto dell’autenticità del prodotto, si reca in profumeria: «Anche secondo la commessa il profumo non era originale», dice.

Suffisso .ch ma sede negli Usa
Ma dove è gestito questo dominio? Navigando sul sito, si scopre che l’indirizzo di riferimento, al quale i clienti sono invitati a rivolgersi per problemi e domande, è a Birmingham, in Inghilterra. Ma in realtà la società che sta dietro a questo dominio ha sede a Santa Ana, in California, e ha un indirizzo simile a quello svizzero: perfumeemporium.com.

Nella sezione “Info spedizione” si scopre che gli ordini sono spediti dagli Usa, ma non si fa cenno alle spese doganali. Eppure l’azienda dovrebbe sapere che, non essendoci un accordo di libero scambio tra Svizzera e Usa, è previsto il pagamento di un dazio.

Tutto fa pensare che il portale con dominio “.ch” sia stato creato per trarre in inganno la clientela svizzera. Sul sito, l’azienda sostiene di vendere profumi di marca a prezzi quasi sempre scontati.

Interpellata da Spendere Meglio sui tributi doganali e l’autenticità dei prodotti, perfumeemporium.com non ha risposto.


Gli acquisti vanno contestati in Svizzera

Anche se il dominio è gestito all’estero, in caso di contenziosi bisogna rivolgersi a un giudice svizzero.

Secondo quanto si legge nella sezione “Termini e condizioni” di perfumeemporium.com, «l’esclusiva giurisdizione e sede per tutti i problemi sarà nello Stato della California. Qualsiasi reclamo e controversia sono risolti mediante arbitrato in conformità con le norme della American arbitration association».

Ma non è esattamente così per le controversie che riguardano gli acquisti. Una pagina con dominio .ch è da considerare una pubblicità rivolta soprattutto a chi risiede in Svizzera. Si applicano quindi le norme svizzere, come previsto dall’articolo 120 della Legge sul diritto internazionale privato(1).

Se si vuole contestare un acquisto su un sito .ch ma gestito all’estero, ci si deve quindi rivolgere al giudice del proprio domicilio.

(1)tiny.cc/ldip

Antonella Sicurello
tiny.cc/ldip

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