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Spendere Meglio
Edizione: 5/2017 ottobre

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
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5/2017 ottobre | pagina 28

Poche ricerche di impiego: indennità sospese?
«Dopo essere stata licenziata, mi sono annunciata all’Ufficio regionale di collocamento (Urc). Mi sono state negate le indennità giornaliere per dodici giorni, perché nei tre mesi di preavviso del licenziamento avevo spedito mediamente solo quattro candidature al mese. Devo accettare questa motivazione?»

Sì. Chi perde il posto di lavoro deve fare tutto il possibile per trovarne subito uno nuovo, già durante il preavviso di licenziamento. In genere, sono considerate sufficienti dieci-dodici candidature al mese.

Le ricerche di lavoro ritenute insufficienti sono solitamente considerate una colpa lieve e possono prevedere da uno a 15 giorni di sospensione. Durante questo periodo i disoccupati non ricevono le indennità. Chi non è d’accordo può contestare la decisione presso l’autorità competente entro 30 giorni. La procedura è gratuita.

Se il basso numero di candidature non è riconducibile ai pochi posti disponibili nella sua professione o non è altrimenti ben motivabile, il numero dei giorni di sospensione che le sono stati comminati corrisponde alla prassi. Un reclamo non avrebbe alcuna possibilità di successo.



Non ricevo il salario: posso smettere di lavorare?

«Il mio datore di lavoro avrebbe dovuto pagarmi il salario più di due settimane fa. Nonostante vari solleciti, non l’ha ancora fatto. Posso smettere di lavorare?»

Sì. Finché il datore di lavoro è in ritardo con il pagamento nonostante i suoi solleciti, lei può rifiutarsi di lavorare. Glielo comunichi però per iscritto.

Lei dovrà riprendere a lavorare solo quando le sarà stato pagato il salario dovuto.

Se il datore di lavoro fosse insolvente e non le fossero date garanzie per le pretese salariali in tempo utile, potrà revocare il rapporto di lavoro senza preavviso. Per contro, ritardi saltuari nel pagamento del salario non giustificano un licenziamento immediato.

La futura perdita di salario sarà in parte assunta dall’assicurazione disoccupazione. I salari dovuti possono essere incassati con una procedura esecutiva contro l’azienda.

Nel caso di fallimento del datore di lavoro, le pretese devono essere presentate all’ufficio fallimenti competente per il luogo in cui ha sede l’azienda. Una procedura di fallimento può essere molto lunga, perciò l’assicurazione disoccupazione cantonale spesso copre le pretese salariali scoperte degli ultimi quattro mesi prima del fallimento (cosiddetta indennità per insolvenza).



Lacune contributive: quanto percepirò in pensione?

«Ho 45 anni. Durante i miei anni di studio non ho pagato l’Avs e ora mi mancano cinque anni di contributi. A quanto ammonterà la mia pensione?»

La rendita Avs per le persone singole dipende dal numero di anni di contribuzione e dal reddito annuo medio percepito durante gli anni di lavoro:

- Le persone che dai 20 anni fino all’età ordinaria di pensionamento Avs hanno pagato sempre almeno il contributo minimo non hanno lacune contributive. In questi casi si applica la cosiddetta scala 441.

- Fa però stato anche il reddito medio determinante. Chi sull’arco di 44 anni ha guadagnato mediamente meno di fr. 14’100.- annui, secondo la scala 44 ottiene la rendita minima pari attualmente a fr. 1’175.- mensili. Chi invece ha guadagnato mediamente fr. 84’600.- all’anno o più riceve la rendita massima di fr. 2’350.-.

A lei mancano cinque anni di contributi, dunque nel suo caso sarà applicata la scala 39. Allo stato attuale, la rendita varia da 1’042 a fr. 2’083.- al mese, a dipendenza del reddito determinante.

Durante gli anni di lavoro, rispettivamente durante il periodo contributivo, sono possibili pagamenti posticipati per gli ultimi cinque anni. Nel suo caso, è trascorso molto più tempo dalla conclusione degli studi.

tiny.cc/scala44
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