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L'Inchiesta
Edizione: 6/2017 novembre

Nome: L'Inchiesta
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6/2017 novembre | pagina 22

Con quattro gocce resto asciutto
La maggior parte delle giacche impermeabili protegge dalla pioggia, a patto che non sia battente. La peggiore non lascia traspirare il sudore

Le giacche impermeabili ripiegabili sono perfette per una breve passeggiata o una lunga camminata perché sono leggere e occupano poco spazio nella borsa o nello zaino. Ma riparano davvero dalla pioggia? Per saperlo, la rivista per consumatori Saldo e la trasmissione televisiva Kassensturz hanno fatto esaminare dieci tra i modelli più venduti. Il laboratorio ha verificato i gradi di protezione dalla pioggia e traspirabilità (vedi "I criteri del test").

Con Marmot l'acqua non penetra
In laboratorio, gli esperti hanno sottoposto le giacche a una pioggia di circa 60 litri per metro quadrato, corrispondenti a una pioggia autunnale di media intensità. Hanno osservato in particolare le cuciture, uno dei punti deboli più frequenti nelle giacche impermeabili: se non sono fatte bene, lasciano penetrare facilmente l'acqua. Come quelle delle maniche del modello K-Tec di Athleticum.

La giacca Marmot ha raggiunto una nota complessiva molto buona ed è la migliore del test. L'acqua scivola bene sulla giacca e non è assorbita dal tessuto.

Ripara bene dalla pioggia anche la seconda classificata, il modello 46 Nord Otto di Ochsner Sport. Lo svantaggio è che assorbe più acqua rispetto alla giacca di Marmot e in caso di pioggia molto forte si appesantisce rapidamente. Si rimane comunque asciutti anche dopo 60 minuti di pioggia costante: solo un millimetro d'acqua è riuscito a insinuarsi nel tessuto, cioè circa 20 gocce di pioggia, contro le sette della vincitrice del test.

La giacca di Manor non è traspirabile
Il modello più economico è Trevolution di SportXX (fr. 34.90): pur rimanendo meno asciutto e peggiorando soprattutto con il lavaggio, per le emergenze fuori casa va comunque bene.

La giacca peggiore è Nrg di Manor, soprattutto perché non lascia evaporare l'umidità che si forma con il sudore.

Per verificarne la robustezza, il laboratorio ha sottoposto le giacche anche a un test di strofinamento. Risultato negativo per la giacca di Pro-X-Elements, che ha iniziato a sfilarsi dopo 15 mila passaggi. Dopo 100 mila, la giacca risultava profondamente logorata. Tutti gli altri modelli, invece, hanno superato il test.

Secondo Pro-X-Elements, 15 mila è comunque un buon risultato: «È raro che una giacca subisca così tanti strofinamenti», afferma il produttore. La scarsa resistenza è dovuta in gran parte al materiale: la giacca è per metà costituita da una fodera in taffetà, un tessuto che a detta del produttore rende la giacca molto soffice e comoda da portare.

Il laboratorio ha verificato pure il grado di restringimento delle giacche dopo il lavaggio. La buona notizia è che, dopo cinque lavaggi, nessun modello ha subito modifiche rilevanti rispetto alle dimensioni originali.

Lavate a basse temperature e non usate ammorbidenti
Le giacche impermeabili sono costituite per lo più da poliestere o poliammide, materiali che non richiedono particolari cure. È bene però seguire alcuni consigli:

- Lavate le giacche almeno una volta a stagione. In questo modo si evita che il grasso e lo sporco ne otturino la membrana e mettano a repentaglio la tenuta.

- Non si dovrebbe mai superare una temperatura di lavaggio di 30°. I 40° potrebbero già essere eccessivi: lo strato protettivo delle cuciture del modello Mac in a Sac, per esempio, si è dissolto.

- Non usare ammorbidenti: quelli con una forte profumazione sono troppo aggressivi e distruggono lo strato impermeabile della giacca.

- Gli spray impregnanti e i cosiddetti wash-in (detersivi speciali) proteggono questi indumenti dallo sporco e possono anche ristabilire l'idrorepellenza di una giacca rovinata. Nel 2016 la rivista Saldo ha svolto un test sugli spray impregnanti assegnando un buon punteggio ai prodotti Bama Power Protector (fr. 15.90, Franken), Fila Premium Proof All (fr. 15.90, Ochsner Sport) e Bufalo Aqua Stop Neutral (fr. 6.95, Coop City).


I criteri del test

- Impermeabilità
Gli esperti hanno rimosso le parti con le cuciture e le hanno sottoposte a una cosiddetta prova di tenuta idrostatica, aumentando continuamente la pressione fino a che dall'altra parte non fossero comparse tre gocce d'acqua. Inoltre, tutte le superfici delle giacche sono state bagnate costantemente per 60 minuti. Successivamente i tecnici hanno misurato la capacità dell'acqua di scivolare via dagli indumenti e la quantità penetrata attraverso il tessuto. Il test di resistenza all'acqua è stato effettuato sia sui modelli nuovi sia dopo cinque lavaggi.

- Traspirabilità
Per misurare il livello di traspirabilità, gli esperti hanno appoggiato il tessuto su una lastra di metallo riscaldata. Sulla superficie è stata fatta evaporare dell'acqua: più vapore acqueo passa attraverso la stoffa della giacca e migliore è la traspirabilità.

- Resistenza allo strofinamento
Le giacche sono state strofinate 100 mila volte contro un tessuto di lana. Obiettivo: vedere se al termine del test erano del tutto logorate o se presentavano tracce di sfregamento.

- Dimensioni dopo il lavaggio
I modelli sono stati misurati prima e dopo il lavaggio per stabilire quanto si fossero ristrette le singole parti.

Jonas Arnold, Saldo
Silvia Maragliano, L'Inchiesta

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