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L'Inchiesta
Edizione: 6/2017 novembre

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6/2017 novembre | pagina 6

Contatori, dati gonfiati
Gli apparecchi che misurano il consumo di corrente potrebbero sbagliare di molto. Ma i produttori negano

Uno Smart Meter è un apparecchio elettronico che misura il consumo elettrico e lo trasmette in tempo reale al fornitore di energia. Dovrebbe aiutare i clienti ad analizzare i consumi e dunque a ridurli.

Ma secondo l'università olandese di Twente, alcuni Smart Meter fanno grossi errori di rilevamento. Lo rivela uno studio svolto su segnalazione dei consumatori che, dopo aver sostituito i contatori meccanici con contatori elettronici, hanno reclamato per aumenti del consumo energetico e fatture nettamente più salate.

Consumi gonfiati del 582%
I ricercatori hanno esaminato nove contatori elettronici comuni, prodotti tra il 2004 e il 2014. Risultato: in una prova con moderne lampadine Led e a basso consumo, cinque di questi hanno misurato valori di molto superiori all'effettivo consumo elettrico. In un caso l'indicazione del contatore superava il consumo effettivo di ben il 582%. Tutti e cinque gli apparecchi difettosi erano dotati di una cosiddetta bobina Rogowski.

A quanto pare questo tipo di misuratore di elettricità non tollera bene i moderni apparecchi a basso consumo. Gli altri contatori elettronici esaminati lavorano invece con il principio Shunt o usano sensori Hall. Questi Smart Meter misurano correttamente o comunque in modo molto più preciso.

Il principio Rogowski è la tecnica di misurazione per contatori elettrici più diffusa a livello mondiale ed è usata anche in Svizzera.

Il principale fornitore di contatori elettrici in Svizzera è Landis+Gyr di Zugo. Secondo il portavoce Thomas Zehnder, una parte importante dei contatori domestici è dotata di dispositivo di misurazione simile alla bobina Rogowski.

Landis+Gyr critica i risultati pubblicati dall'università di Twente, sostenendo che i contatori sono stati esposti a uno scenario «non corrispondente a condizioni che si ci possono aspettare nella realtà». Simili condizioni nelle economie domestiche comuni sarebero «estremamente improbabili». Zehnder conclude ricordando che tutti gli apparecchi Landis+Gyr rispetterebbero norme e disposizioni di legge.

Gli istituti nazionali avvieranno dei controlli
Secondo l'Istituto federale di metrologia (Metas), i requisiti posti agli Smart Meter sono definiti in modo da «poter escludere con sufficiente probabilità errori di misurazione di contatori elettronici nell'uso comune». I test dell'università di Twente sarebbero stati svolti in laboratorio, non secondo un uso normale.

A seguito dei risultati dello studio olandese, diversi istituti nazionali di metrologia vogliono verificare se i requisiti posti ai contatori debbano essere inaspriti. È in fase di sviluppo un progetto di ricerca internazionale con la partecipazione del Metas.

La verifica costa cara
Per l'autore dello studio olandese, Cees Keyer, i requisiti attuali sono superati, perché non considerano a sufficienza gli apparecchi moderni, le lampadine Led e quelle a basso consumo.

Chi ritiene che il proprio contatore rilevi un consumo esagerato può chiederne la verifica alla competente società elettrica. Ma secondo i ricercatori olandesi, gli apparecchi di controllo attuali non riescono a gestire le bobine Rogowski.
Se il test sul contatore non rileva errori, i costi sono a carico del cliente. Lo stabilisce l'Ordinanza federale sugli strumenti di misurazione. A dipendenza della società elettrica, i costi possono ammontare a 250 franchi e più.

Thomas Lattmann, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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