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L'Inchiesta
Edizione: 6/2017 novembre

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6/2017 novembre | pagina 6

Gas di scarico: test ambigui
Le nuove normative europee per misurare le emissioni delle auto lasciano aperte molte scappatoie per i produttori. Ecco perché.

Le indicazioni dell'industria automobilistica sul consumo di carburante e sulle emissioni nocive erano finora pura teoria. Negli ultimi anni la differenza tra il consumo dichiarato e quello effettivo è addirittura aumentata.

Ora due nuovi test dovrebbero fornire dati più realistici. La misurazione dei gas di scarico delle nuove auto in Europa durerà più a lungo: non più 20 minuti ma 30. I veicoli saranno sottoposti a più accelerazioni e a velocità più elevate. I gas di scarico saranno poi rilevati anche nell'ambito di un giro su strada.

Ma secondo l'organizzazione ambientale Icct, che aveva reso pubblico lo scandalo Volkswagen, e l'esperto Axel Friedrich, ex direttore del settore traffico dell'ente statale tedesco dell'ambiente, anche i nuovi sistemi di misurazione lasciano aperte delle scappatoie:

- Nel test di laboratorio la temperatura è predisposta tra 14 e 23 gradi Celsius. Ma le auto circolano anche ad altre temperature.

- I dispositivi che consumano energia, quali l'aria condizionata o la radio, sono sempre spenti durante le misurazioni.

- I produttori possono dotare le auto di prova di pneumatici a leggero scorrimento e basso consumo.

- Nessuno verifica se il veicolo di pre-serie sottoposto ai test corrisponde ai veicoli di serie poi venduti.

- Le emissioni di monossido di azoto nel test su strada dei veicoli diesel può superare di oltre il doppio il valore limite. Dal 2020 potrà superarlo ancora del 50%.

- Il test di laboratorio è svolto da un servizio tecnico, per esempio Tüv, su mandato del produttore, o dal produttore stesso, che chiederà semplicemente una supervisione.

- II test possono essere riconosciuti e manipolati dai software presenti nelle auto.

Il direttore europeo di Icct Peter Mock è scettico. Secondo lui non basta migliorare solo le procedure di prova. «È come se un docente portasse nuove domande d'esame ma poi non sorvegliasse gli studenti durante il test».

Per Friedrich, la procedura potrebbe «svolgersi in modo più onesto e meno burocratico se si effettuassero misurazioni realistiche su strada». I test di laboratorio rimangono infatti suscettibili alle manipolazioni.

Darko Cetojevic, K-Tipp
Silvia Mossi, L'Inchiesta

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