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L'Inchiesta
Edizione: 6/2017 novembre

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
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6/2017 novembre | pagina 31

Posso istituire due esecutori testamentari?
«Sto stilando il testamento. Vorrei istituire due esecutori testamentari: il mio contabile per la liquidazione della ditta e mio fratello per tutto il resto. Posso farlo?»

Sì. Nel suo testamento può istituire più esecutori testamentari. Ha senso farlo quando determinati compiti richiedono conoscenze specifiche.

È possibile prevedere anche uno o più sostituti nel caso in cui il primo esecutore istituito non le sopravviva o non voglia accettare l'incarico.



Un altro precetto esecutivo: come mi difendo?

«Anni fa sono stato costretto ad annunciare l'autofallimento e il creditore si è dovuto accontentare di un attestato di carenza beni. Ora è stata intentata una nuova procedura d'esecuzione sulla base di questo attestato, ma rispetto ad allora non ho più reddito o patrimonio. Come posso difendermi?»

Entro dieci giorni dalla notifica del precetto esecutivo può fare opposizione per non ritorno a miglior fortuna.

Il giudice dovrà poi verificare se davvero non è riuscito ad accumulare nuova fortuna o se il suo reddito le permetterebbe di accumulare dei risparmi. Lei dovrà dichiarare la sua situazione finanziaria, dunque il suo reddito, eventuali conti bancari, spese d'affitto, cassa malati eccetera.

Se non c'è nuovo patrimonio, la sua opposizione sarà accolta e il creditore non potrà incassare nulla.

Gli attestati di carenza beni si prescrivono dopo 20 anni. Ogni procedura d'esecuzione interrompe questo periodo e dà avvio a un nuovo termine di 20 anni.



Salario versato ogni tre mesi: è ammissibile?

«Secondo il mio nuovo contratto di lavoro come portinaio, il salario sarà pagato a cadenza trimestrale. È ammissibile una simile regola?»

No. Per principio, il salario va pagato alla fine di ogni mese. Contrattualmente è possibile stabilire un termine per il pagamento, ma il periodo salariale non può superare un mese.

I dipendenti a salario mensile dunque devono ricevere la paga al più tardi l'ultimo giorno del mese di lavoro.



Si paga anche la pausa per lo spuntino?

«Ho incaricato un pittore di svolgere alcuni lavori a casa mia. Ha lavorato tutta la mattina, facendo una pausa per lo spuntino. Mi ha fatturato anche questo tempo: devo pagarlo?»

No. In quanto committente, lei deve pagare al pittore soltanto il tempo effettivo di lavoro. I suoi spuntini mattutini o il pranzo non possono essere fatturati, come non possono esserlo quelli dei medici o degli avvocati.

Chieda quindi all'imbianchino di correggere la fattura oppure gli versi l'importo dovuto togliendo la pausa. Motivi la deduzione da lei applicata con una lettera di accompagnamento.

Consiglio: la prossima volta si faccia fare un'offerta forfettaria, così saprà in anticipo quanto dovrà pagare.

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