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L'Inchiesta
Edizione: 6/2017 novembre

Nome: L'Inchiesta
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6/2017 novembre | pagina 32

Le notizie scritte male non informano i cittadini
Per sorvegliare i centri profughi, il canton Ticino ha versato tre milioni di franchi senza concorso alla società di sicurezza Argo 1. Il suo direttore ha maltrattato gravemente un richiedente l'asilo, ha pagato al nero i suoi dipendenti ed è indagato per usura e sequestro di persona. Inoltre ha offerto due cene per 150 euro a Carmela Fiorini, consigliera comunale Ppd a Bellinzona e responsabile del servizio cantonale richiedenti l'asilo. Alle cene c'era anche il suo compagno Fiorenzo Dadò, presidente del Ppd, il partito del ministro Paolo Beltraminelli, capo di Fiorini. Secondo un testimone, i controlli nei centri profughi erano preannunciati.

Da mesi i media ticinesi parlano del caso Argo 1. Ma quanto sono informati i cittadini?

Tra sabato 7 e lunedì 9 ottobre quattro allievi della Scuola di giornalismo da me fondata hanno chiesto a 100 persone*: «Ha già sentito parlare del caso Argo 1?»

Ai 63 che hanno risposto sì, è stato chiesto:
«Sarebbe in grado di spiegarlo a un amico?»

Ai 16 che hanno riposto sì è stato chiesto: «Se l’amico fossi io, come me lo spiegherebbe?»

Uno si è arreso. Nel riquadro trovate le risposte degli altri 15.

Sul caso Argo 1 sono stati pubblicati molti articoli. Eppure solo una piccola minoranza dei ticinesi è in grado di sintetizzare la notizia.

Se i media danno ampio spazio a un tema ma il pubblico è poco informato, vuol dire che i giornalisti stanno lavorando male.

Agli allievi della scuola di giornalismo spieghiamo che il giornalista deve scrivere per il pubblico e non per gli addetti ai lavori. Ad ogni aggiornamento va pubblicata una sintesi della notizia principale per spiegarla anche a chi non ha seguito le puntate precedenti.

Una regola che per esempio è seguita dalla Tessiner Zeitung. Venerdì 6 ottobre, il settimanale ticinese di lingua tedesca ha pubblicato un articolo di Gerhard Lob sul caso Argo 1. In poche parole, Lob ha spiegato il succo della vicenda, i retroscena e gli ultimi sviluppi. Anche chi non era al corrente dei dettagli ha capito la notizia. Grazie Gerhard!


*50 uomini e 50 donne, di cui metà fino a 50 anni e metà oltre, diverse località Sopra e Sottoceneri. Età stimata o chiesta.


Sondaggio tra 100 persone: come spiegherebbe Argo 1?

- Allieva DFA (25 anni): «Agenzia di sicurezza a cui è stato dato un progetto cantonale senza concorso».

- Segretaria bancaria (30 anni): «Appalto senza concorso a una ditta che sorveglia i profughi».

- Gerente di ristorante (30 anni): «Mandato a una ditta di sicurezza di oltre 3 milioni di franchi».

- Avvocato (30 anni): «Mandati del cantone senza concorso né controlli».

- Collaboratore Dss (30 anni): «Il dipartimento ha dato un mandato a una ditta di sicurezza per un centro asilanti. Il dirigente di Argo 1 pagava in nero, c’erano storie di maltrattamenti e altro».

- Venditore (45 anni): «Un centro di richiedenti l’asilo che faceva entrare gli immigrati senza controlli».

- Impiegato di banca (45 anni): «Le procedure da seguire non sono state rispettate. Hanno fatto quello che volevano con i soldi del cittadino».

- Elettricista (50 anni): «Una ditta cantonale che pagava in nero e che aveva dentro dei terroristi».

- Esercente (50 anni): «Hanno dato un lavoro a una ditta sbagliata per colpa del governo».

- Pensionata (62 anni): «Società di sicurezza che non ha tutto in regola e che ha infranto un po' di leggi. C'è un agente sospettato di terrorismo che si pensa arruoli gli asilanti nella jihad».

- Pensionata (65 anni): «È una società di sicurezza che è indagata per frode e truffa».

- Pensionato (67 anni): «Magna magna, sota sota».

- Pensionato (70 anni): «In poche parole, han rubato».

- Pensionato banca (75 anni): «Appalto rinnovato senza ok del governo».

- Pensionato agente immobiliare (77 anni): «Società che controllava i migranti e aveva il mandato dal cantone senza permesso».

Le altre 85 persone non hanno saputo rispondere.

Matteo Cheda














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