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Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 6

Occhio alla luce!
Non guardate direttamente una lampadina led: la retina potrebbe danneggiarsi

Le luci led consumano poco e durano a lungo, ma possono danneggiare gli occhi. Soprattutto quelli dei bambini.

Automobili, biciclette e lampade tascabili sono sempre più spesso dotate di diodi luminosi che fanno più luce, consumano meno energia e durano anche molto più a lungo delle lampadine a incandescenza. Questa luce però può fare male: «Lo sguardo diretto su una fonte di luce led da breve distanza può danneggiare la retina», spiega Ljiliana Udovicic, direttrice di un recente studio tedesco su questo tipo di illuminazione.

La ricercatrice ha analizzato 23 diodi luminosi: otto rappresenterebbero un «rischio medio». Se si guarda per più di un quarto di secondo una fonte di luce distante 20 centimetri, gli occhi rischiano di subire danni. Questi possono accumularsi nel corso di una giornata con brevi occhiate ripetute in una luce led. All'occhio, infatti, non rimane tempo a sufficienza per riprendersi e rinnovare le cellule danneggiate.

Più pericolose le luci chiare
Martin Schmid, coprimario della clinica oftalmologica dell'ospedale cantonale di Lucerna, mette in guardia soprattutto dalle luci chiare.

Come le altre, le luci led sono composte da uno spettro di colori dall'ultravioletto all'infrarosso. Affinché le lampadine led forniscano una chiara luce bianca, serve un'alta percentuale di luce blu. Ma più questa è alta, più la luce è potente e dannosa per gli occhi. Queste fonti di luce sono integrate soprattutto nelle pile e nei fari delle automobili.

Le luci led molto chiare e bianche hanno una temperatura di colore di circa 6 mila kelvin, pari alla luce chiara di mezzogiorno. Gli esperti ipotizzano che le lampadine possano danneggiare gli occhi da una temperatura di colore di 3 mila kelvin, il valore approssimativo al quale la luce passa da un bianco caldo a un bianco chiaro freddo.

I bambini sono i soggetti più a rischio. I loro occhi sono più sensibili di quelli degli adulti, perché il cristallino è ancora molto chiaro e non riesce a filtrare la luce altrettanto bene.

Si rischia anche in casa
Bisogna prestare attenzione anche alla luce indiretta dell'illuminazione interna. Lo dimostra uno studio dell'istituto francese Inserm. I ricercatori hanno esposto i ratti alla luce in un locale abitativo medio per una settimana, al normale ritmo giorno-notte. Risultato: solo quelli sottoposti a luci led avevano la retina danneggiata.

Gli esperti consigliano quindi di usare nei locali abitativi solo luci bianco caldo non superiori a 3 mila kelvin, soprattutto nelle camerette dei bambini.

Tamara Tiefenauer, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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