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Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 31

Ai: è a rischio la mia rendita?
«Percepisco una rendita d'invalidità. Ora l'Ufficio Ai vuole reintegrarmi al lavoro e sta valutando provvedimenti. Questo mette a rischio la mia rendita?».

Sì, ma non immediatamente. Lei continua ad aver diritto alla rendita Ai attuale fino al termine del percorso di integrazione previsto.

A quel punto l'Ai rivaluterà il suo grado d'invalidità. Potrà poi sospendere, ridurre o lasciare invariata la sua rendita.


Fallimento: resta il blocco delle prestazioni?

«A causa di grossi debiti non sono più riuscito a pagare i miei premi di cassa malati. Per questo motivo, la cassa si è rifiutata di pagare le fatture mediche. Nel frattempo ho dichiarato fallimento personale. Rimane il blocco delle prestazioni della cassa malati?».

No. Secondo il Tribunale federale, un fallimento personale sospende questo blocco. Perciò la cassa malati dovrà pagare le fatture mediche insorte dall'apertura del fallimento.

Naturalmente la premessa è che lei abbia pagato i premi correnti dal momento dell'apertura del fallimento.


Sono invalido: devo dirlo al colloquio?

«Ricevo un quarto di rendita dall'Assicurazione invalidità. Nei prossimi giorni ho un colloquio di presentazione per un posto di lavoro al 30%. Devo dire all'azienda che percepisco una rendita Ai?».

No, anzi, lei potrebbe addirittura sviare con una bugia l'eventuale domanda diretta da parte del datore di lavoro.

In genere, i quesiti sullo stato di salute non sono ammessi in un colloquio di presentazione. Lo sono soltanto nel caso in cui la malattia dovesse influenzare le prestazioni lavorative richieste.

Il fatto che lei percepisca una rendita riguarda le sue finanze personali e non il datore di lavoro.


Sono ipovedente: cosa deve fare il mio capo?

«Sono ipovedente. Il mio datore di lavoro deve prendere dei provvedimenti?».

Sì, perché ha degli obblighi di assistenza e deve tenere in considerazione la sua disabilità.

Può, per esempio, migliorare le condizioni di luce sul posto di lavoro o metterle a disposizione un computer con uno schermo più grande.


Senza il nostro ok un tatuaggio a 17 anni?

«Nostro figlio ha 17 anni. Qualche giorno fa si è fatto tatuare il braccio senza chiederci il permesso. Poteva farlo?».

Sì. Un tatuaggio è un fatto personale.

Un diciasettenne è in grado di valutarne gli effetti e agire di conseguenza. A questo proposito è capace di discernimento.


Mi risarciscono anche il costo dei vestiti?

«Dopo un grave infortunio in bicicletta ho dovuto sottopormi a cure mediche. Il dottore è stato costretto a tagliarmi i vestiti: l'assicurazione infortuni deve risarcirmi anche il loro costo?».
No. In genere, l'assicurazione infortuni obbligatoria dei dipendenti non paga danni materiali.

Eccezioni: danni a protesi, riparazioni di occhiali, apparecchi acustici e protesi dentarie. Sempre che l'infortunio abbia richiesto cure mediche.

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