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Spendere Meglio
Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 16

Cocktail tossico
Quasi tutti i tè verdi analizzati contengono sostanze pericolose

Meglio stare alla larga da molti tè verdi: in 12 bustine su 14 sono state trovate tracce di pesticidi, e in alcune ci sono sostanze cancerogene.

Il tè verde è considerato salutare perché contiene molti polifenoli, sostanze vegetali che aiutano a prevenire le malattie cardiocircolatorie e il cancro.

Ma quali sono i più sani? La rivista per consumatori Saldo ha fatto analizzare i 14 tè più diffusi (vedi tabella). Un laboratorio ha ricercato non soltanto i polifenoli, ma anche i pesticidi e altre sostanze problematiche, come il clorato e gli alcaloidi pirrolizidinici (vedi “I criteri del test”).

Risultato: il tè di Hampstead, vincitore del test, contiene più polifenoli di tutti. Quasi la stessa quantità era presente nel tè di Sirocco.

In genere, il tè verde contiene molti più polifenoli di quello nero, anche se provengono dallo stesso arbusto. Questo perché durante la lavorazione del tè nero ne va persa una grande quantità.

L’antrachinone è vietato ma c’è in otto bustine
Su 14 campioni analizzati, 12 contenevano tracce di pesticidi. Gli unici a non averne erano quelli di Lipton e Alnatura.

Nel tè Twinings sono stati trovati ben nove diversi pesticidi, nel tè di Tetley sei. Ma perlomeno non sono stati superati i valori limite. In ogni caso, questi valori non sono fissati in base a possibili rischi per la salute, ma in modo tale da poter essere facilmente rispettati dall’industria.

Gli effetti di simili cocktail di pesticidi sono ancora in gran parte sconosciuti, ma si presume che possano nuocere alla salute.

In passato, l’antrachinone era usato anche come pesticida. Nel frattempo, in Svizzera e nell’Unione europea, questa sostanza cancerogena è stata proibita. Ciononostante, è stata trovata in otto bustine e in tre campioni è stato superato il valore di tolleranza Ue di 0,02 mg/kg.

Per quanto riguarda i velenosi alcaloidi pirrolizidinici (Pa), in caso di un consumo medio pari a due tazze al giorno, nessun tè supera il limite di tolleranza. Ma da quattro tazze, cioè quattro bustine al giorno, i tè di Naturaplan, Spar, Twinings e Tetley lo superano. A dosi eccessive, i Pa possono causare danni epatici.

Un problema molto diffuso nei tè verdi sono i clorati e i perclorati. Queste sostanze sono presenti nella maggior parte dei campioni, ma in quantità così basse da non rappresentare un pericolo diretto per la salute.

I clorati sono usati per la disinfestazione, ma nell’Ue non sono più ammessi a tale scopo. Possono però essere rilasciati anche come derivati durante la disinfezione e la pulizia. I perclorati possono essere presenti nel suolo o finirvi attraverso i concimi.

Come spesso accade, anche nel caso dei tè verdi il prezzo non è sinonimo di qualità: 100 grammi del tè Sirocco, con giudizio globale sufficiente, costano fr. 43.-, circa tre volte in più rispetto al vincitore del test.

Tolto dall’assortimento Naturpur di Spar
I produttori sottolineano che le quantità di sostanze indesiderate rilevate nel test sono inferiori ai valori limite, e di continuare a lavorare per ridurle ulteriormente.

Secondo Alnatura, i pesticidi usati nell’agricoltura convenzionale si possono disperdere su grandi superfici. Mettono quindi a repentaglio il lavoro degli agricoltori bio, che non possono proteggere il loro tè.

Coop sostiene che i fornitori non possono confermare i valori rilevati. Spar ha ritirato dall’assortimento il suo tè bio considerato insufficiente, ma continuerà a vendere lo stock rimanente.

Sidroga fa sapere di aver sensibilizzato i fornitori sulla quantità di antrachinone. Nei lotti attuali non vi sarebbero più residui in quantità limite.

Twinings comunica che il tasso di Pa può variare molto all’interno di un raccolto e che negli scorsi anni è stato possibile ridurne molto le quantità.


I criteri del test

- Polifenoli
Queste sostanze vegetali sane prevengono il cancro e le malattie cardiocircolatorie.

- Pesticidi
I pesticidi sono usati nelle coltivazioni per eliminare parassiti ed erbacce. Per ogni pesticida presente da 0,01 mg/kg è stato dedotto 0,1 punto.

- Alcaloidi pirrolizidinici (Pa)
Composti presenti in molte piante, contaminano i tè attraverso le erbe selvatiche finite nel raccolto. Secondo l’ente federale tedesco per la valutazione dei rischi, in grandi quantità i Pa possono danneggiare il fegato. In più, nei test sugli animali i Pa si sono dimostrati cancerogeni. Ai tè, in cui il valore limite di tolleranza per una persona di 60 kg veniva superato con un consumo di quattro tazze al giorno, è stata applicata una detrazione di 0,5 punti. Per valori inferiori sono stati dedotti 0,2 punti.

- Perclorati e clorati
In grandi quantità possono inibire l’assimilazione di iodio nella tiroide. Il clorato può danneggiare i globuli rossi. Per le tracce presenti nei campioni sono stati dedotti 0,2 punti.

- Antrachinone
Si è rivelato cancerogeno nei test sugli animali. Per valori oltre il limite Ue di 0,02 mg/kg è stata applicata una detrazione di mezzo punto, per tracce da 0,01 mg/kg di 0,2 punti.

Lukas Bertschi, Saldo
Anja Rosebrock, Spendere Meglio

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