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Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 26

I conti dormono, le banche no
Sugli averi senza contatto o non rivendicati alcuni istituti incassano fior di soldi

Se il cliente è irraggiungibile o il conto dormiente, alcune banche addebitano un importo annuale forfetario. E dopo 61 anni gli averi rimanenti finiscono nelle casse federali.

Dopo un trasferimento all’estero o un decesso può capitare di dimenticarsi di informare la banca. Ma cosa succede? Nel caso in cui all’istituto di credito ritornino le lettere inviate al cliente con la dicitura “trasferito”, per dieci anni il conto riceve lo status di “senza contatto”. Se in questo lasso di tempo non si annuncia nessuno, per un massimo di altri 50 gli averi sono considerati non rivendicati. Lo stabilisce l’Ordinanza sulle banche(1).

Trascorsi 60 anni, le banche devono pubblicare online(2) gli averi dormienti che superano l’importo di fr. 500.-. Sul sito sono elencati nome e cognome degli intestatari dei conti, in parte la loro data di nascita e l’ultimo domicilio, nonché il numero del conto.

Se entro un anno nessuno si annuncia, i soldi finiscono nelle casse federali. Questa regola è in vigore da gennaio 2015. L’Associazione svizzera dei banchieri stima che da allora si sia annunciato circa un avente diritto ogni 20 conti.

Nel 2017 le banche hanno versato per la prima volta alla Confederazione gli averi non rivendicati. Secondo il portavoce Roland Meier, il Dipartimento federale delle finanze ha ricevuto finora 5,6 milioni di franchi da 34 istituti finanziari.

Chi invece cerca averi senza contatto, per esempio di un familiare defunto da poco, può rivolgersi all’Ombudsman delle banche(3), che farà una ricerca nella banca dati (costo: fr. 100.-).

Ubs addebita quasi mille franchi
Dunque gli averi non rivendicati rimangono in banca per 61 anni e, grazie a questi, alcuni istituti incassano centinaia di franchi all’anno (vedi tabella). Tra le dieci banche del confronto, quella che guadagna di più è Ubs. Sostiene di limitarsi a fatturare un costo di fr. 200.- annui dopo un anno senza notizie del cliente. Invece, come dimostra l’esempio di Marco Toscani (nome fittizio), la banca ha detratto un forfait di fr. 960.- dal conto perché le era ritornata una lettera spedita a una casella postale inesistente. Ubs ha poi disattivato il conto di e-banking di Toscani e ha messo il cliente nella categoria “senza contatto”.

Ma la banca avrebbe potuto estrapolare l’indirizzo attuale del cliente proprio dal conto di e-banking e contattarlo in qualsiasi momento.

Dopo vari reclami, Ubs si è detta disposta a stornare l’addebito. Interpellata dalla rivista K-Tipp, la banca non ha voluto prendere posizione.

E gli altri istituti? In caso di assenza di contatto o rivendicazione, Banca Migros addebita annualmente un importo forfetario di fr. 500.-. In 61 anni si arriverebbe a fr. 30’500.-. A questi si aggiunge una spesa per la ricerca del recapito del cliente: a dipendenza dell’onere di lavoro, è di almeno fr. 30.- se la ricerca è a livello nazionale o di almeno fr. 200.- se all’estero.

Da Bps Suisse e Banca dello Stato del Cantone Ticino, invece, non è previsto un forfait annuale. Si pagano solo i normali costi di tenuta del conto.

Tatjana Jaun, Beatrice Walder, K-Tipp
Michela Salvi, Antonella Sicurello, Spendere Meglio

(1)tiny.cc/Obcr
(2)www.dormantaccounts.ch
(3)tiny.cc/ombudsman-banche

tiny.cc/Obcr
www.dormantaccounts.ch
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