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L'Inchiesta
Edizione: 1/2018 gennaio

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1/2018 gennaio | pagina 32

Senza canone la Ssr chiude? Scommetto che è una bugia
La radiotelevisione pubblica Ssr afferma che se il 4 marzo alle urne i cittadini aboliranno il canone radiotelevisivo Billag, la Ssr chiuderà.

Scommetto quattro canoni Billag che questa è una bugia. Per quattro motivi:

1. Parte della Ssr è redditizia anche senza canone. I costi per telespettatore delle emissioni più costose (fiction autoprodotte come Il Guardiacaccia) sono molto più alti dell'informazione e delle emissioni per i consumatori. Per legge, la Ssr deve fornire programmi equivalenti in tedesco, francese e italiano. Considerando i costi e i ricavi pubblicitari complessivi di telegiornale, informazione locale, meteo e emissioni per i consumatori (Kassensturz, A bon entendeur, Patti Chiari), le entrate superano le uscite. Questa parte redditizia della Ssr verrà mantenuta.

2. I costi possono essere ridotti. L'incasso del canone oggi costa 55 milioni all'anno. In futuro 18 milioni. Anche la Ssr può risparmiare. Per intervistare politici a un congresso in tedesco, francese e italiano non servono sei giornalisti (due per lingua, tre per le radio e tre per le tv) più uno staff tecnico e diversi veicoli. Un giornalista trilingue dotato di mini-telecamera costa meno e contribuisce meglio alla coesione nazionale. La tecnologia continua a migliorare. Per trasmettere il corteo Rabadan, in futuro non sarà più indispensabile invadere con i camion il centro storico di Bellinzona, disturbando il carnevale. Basteranno mezzi meno costosi.

3. I partiti al potere cercano di conservarlo. Non votiamo su una legge ma su un articolo costituzionale che dovrà essere interpretato dal parlamento. Finora i politici hanno dimostrato grande fantasia nell'applicazione della costituzione (vedi riquadro) e non smetteranno proprio ora che si toccano le cadreghe. Il presidente della Corsi è Luigi Pedrazzini. Il presidente della Ssr è Jean-Michel Cina. Entrambi ex consiglieri di Stato Ppd. Se continuano a comportarsi come in passato, i politici al potere interpreteranno l'articolo No Billag in modo da mantenere la Ssr viva e vegeta, allo scopo di conservare il potere che hanno tra le mani.

4. Finora nessuno ha accettato di scommettere tre canoni. Sulla base dei primi tre motivi, ho proposto a sette impiegati Ssr questa scommessa. Ognuno di noi due deposita presso un notaio tre canoni Billag. Se il 4 marzo vince il no, ognuno recupera i suoi soldi e le spese legali le paga chi ha scelto il notaio. Se vince il sì, i soldi vanno a chi di noi due aveva ragione. (Se la Ssr non chiude, vinco io. Se chiude, perdo i soldi). Chi aveva torto paga il notaio.

Se nessuno accetta la scommessa per paura di perderla, io ho un motivo in più per vincerla. Aumento dunque la posta a quattro canoni Billag. Possono partecipare tutti i quadri dirigenti della Rsi (70 persone) a condizione di portare dal notaio i loro soldi personali (e non quelli dell'azienda). Ultimo termine: venerdì 2 marzo 2018.

Se si faranno avanti in tanti, vorrà dire che i capi radiotelevisivi sono in buona fede, convinti che la Ssr dice la verità. Se invece pochi accetteranno la scommessa, avremo la conferma che quella della Ssr è una frottola inventata di sana pianta per manipolare l'opinione pubblica alla vigilia del voto.


La Costituzione "interpretata"

I tribunali svizzeri non possono annullare le leggi anticostituzionali. I parlamentari possono dunque interpretare la costituzione come meglio credono. Alcuni esempi.

- Assicurazione maternità. È stata approvata in votazione popolare nel 1945. È stata versata per la prima volta 60 anni dopo, nel 2015.

- Avs. Parte dei soldi che la costituzione federale destina all'Avs è dirottata su altre spese (vedi a pagina 10).

- Iniziativa delle Alpi. Prima del voto, governo e parlamento dicevano che in caso di sì, non sarebbe stato possibile costruire un'autostrada in Vallese.
Quattro mesi dopo l'approvazione dell'articolo costituzionale, il parlamento ha comunque approvato l'autostrada.

- Immigrazione di massa. Prima del voto, il governo paventava scenari drammatici in caso di sì. L'iniziativa è stata approvata ma le previsioni non si sono avverate.

Matteo Cheda

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