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Edizione: 1/2018 febbraio

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1/2018 febbraio | pagina 1

Più sani senza chimica
In tempi non troppo lontani, al supermercato ero una scheggia: afferravo dagli scaffali ciò che mi serviva senza pensarci su troppo. Oggi è tutta un'altra storia: prima di riempire il carrello, controllo bene gli ingredienti a caccia di sostanze chimiche nocive. In certi casi, però, la mia meticolosità non serve. I pesticidi, per esempio, non sono indicati sull'etichetta. Ho pertanto due possibilità: o spero che non siano stati usati o scelgo prodotti biologici che non dovrebbero mai contenerne.

Svariati studi hanno dimostrato che i pesticidi causano molte malattie, tra cui il cancro. Utilizzati in agricoltura contro i parassiti, finiscono negli alimenti: dal miele al tè verde, dalle verdure alle mele (vedi a pagina 22).

Ma si accumulano davvero nel nostro organismo? Per scoprirlo, la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, nell'ambito del progetto "Cambia la terra", ha fatto analizzare le urine di una famiglia di quattro persone (padre, madre e due bambini). Vi ha trovato residui dell'erbicida glifosato e degli insetticidi piretroidi e cloropirifos. L'esperimento non si è fermato qui: per due settimane, la famiglia ha consumato soltanto cibi biologici certificati. Risultato: la concentrazione dei pesticidi nelle urine era diminuita. In alcuni casi si era addirittura azzerata(1).

Anche in Svizzera(2) e in Ticino(3) si cerca di sensibilizzare gli agricoltori e i consumatori sull'uso dei prodotti fitosanitari. Perché a essere in pericolo non siamo solo noi: secondo uno studio dell'Ufficio federale dell'ambiente(4), queste sostanze si trovano in concentrazioni elevate nei piccoli corsi d'acqua.

Alcuni cittadini sono andati oltre: stanno raccogliendo firme per l'iniziativa popolare «Per una Svizzera libera da pesticidi di sintesi», con cui chiedono il divieto dei prodotti chimici. L'importazione di derrate alimentari che li contengono dovrebbe essere ammessa solo in caso di minaccia, come una grave penuria(5).

In Svizzera si può fare a meno dei pesticidi? Secondo l'Ufficio federale dell'agricoltura, sì. Ma non è semplice, perché la coltivazione biologica porta innanzitutto a raccolti inferiori. Si dovrebbe importare di più o estendere le aree a uso agricolo a discapito di quelle per i foraggi degli animali, riducendo il consumo di carne. E noi consumatori dovremmo essere disposti ad acquistare frutta e verdura esteticamente non perfetta, dando così una mano all'agricoltore che produce senza chimica.


Antonella Sicurello

(1)cambialaterra.it/ipesticididentrodinoi
(2)tiny.cc/campagna-ufag
(3)tiny.cc/campagna-ticino
(4)tiny.cc/studio-svizzera
(5)future3.ch/it
cambialaterra.it/ipesticididentrodinoi
tiny.cc/campagna-ufag
tiny.cc/campagna-ticino

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