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Edizione: 1/2018 febbraio

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1/2018 febbraio | pagina 10

Un aiuto dalla marijuana
La marijuana non è solo uno stupefacente: allevia i dolori e stimola l'appetito negli ammalati di cancro. C'è chi chiede che sia legalizzata come farmaco, ma a Berna prendono tempo.

In Svizzera vi sono pazienti in condizioni gravi che fumano spinelli per alleviare i dolori. Ma devono acquistare l'erba per strada, di nascosto, o coltivarla in casa.

Il tetraidrocannabinolo (Thc), un principo attivo della cannabis, è infatti vietato. Questa sostanza soggiace alla Legge federale sugli stupefacenti e deve pertanto essere autorizzata dalla Confederazione.

Eppure una produzione e una vendita controllata a scopo terapeutico sarebbe utile a molti ammalati: la cannabis acquistata per strada è di dubbia provenienza e, senza l'aiuto di un medico, tocca al paziente decidere la dose corretta.

Secondo molti studi, il Thc non agisce soltanto contro i crampi e i dolori. Aiuta gli ammalati di cancro che dimagriscono molto per la perdita d'appetito o soffrono di nausea e vomito a causa della chemioterapia.

L'istituto statale oncologico di Bethesda, negli Stati Uniti, rimanda a tre studi che dimostrano in modo evidente questi effetti. Lo stesso vale per i disturbi del sonno e per la sindrome di Tourette. Ci sono indizi anche del fatto che la cannabis possa inibire la crescita delle cellule tumorali, allevi il raffreddore del fieno e altre allergie e contrasti anche depressioni e disturbi d'ansia (vedi tabella).

Autorizzazione per malati gravissimi
Il Thc è più forte del cannabidiolo (Cbd), un altro principio attivo della cannabis ormai acquistabile liberamente perché non sottostà alla Legge sugli stupefacenti.

Anche il Cbd può alleviare i dolori, per esempio quelli mestruali (vedi Scelgo io, dicembre 2017). «Ma agisce contro un numero minore di malattie rispetto al Thc», afferma Manfred Fankhauser, esperto in cannabis della Bahnhofapotheke di Langnau im Emmental (Berna). Inoltre, solo il Thc è ben studiato.

Nonostante l'utilità medica dimostrata, l'autorizzazione per ottenere i prodotti con Thc è concessa unicamente a pazienti gravissimi per i quali non vi sono più altre terapie efficaci. Va richiesta da un medico che si assume la responsabilità e fa un rapporto ogni sei mesi.

Le casse malati non sono obbligate ad assumersi i costi. Un problema non irrilevante: secondo l'associazione Medical Cannabis Svizzera, i preparati alla cannabis omologati costano dieci volte di più della cannabis acquistata per strada. A causa dei costi tanto elevati, molti pazienti coltiverebbero il farmaco da sé o lo acquisterebbero sul mercato nero, nonostante abbiano l'autorizzazione speciale.

Spesso chi vorrebbe una simile autorizzazione non trova un dottore disposto a prescrivere il farmaco. «La maggior parte dei medici non ne sa ancora abbastanza sul farmaco cannabis e temono l'immagine negativa della droga», sostiene Rudolf Brenneisen, direttore del Gruppo svizzero di lavoro sui cannabinoidi in medicina. Inoltre, «rifuggono la battaglia di scartoffie con le autorità».

In primavera il governo si chinerà sul dossier
L'unico farmacista che in Svizzera può vendere tinture naturali di cannabis a scopo terapeutico è Manfred Fankhauser. I pazienti con autorizzazione che acquistano il farmaco da lui sono circa 700-800.

Franziska Quadri, presidente del Medical Cannabis Club di Zurigo, è costretta su una sedia a rotelle per una lesione del sistema nervoso. Soffre di forti dolori e crampi e ha una pretesa chiara: in futuro l'acquisto e la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico dovranno essere legalizzati.

Molti esperti sono d'accordo. Nel 2015 il Consiglio nazionale e quello degli Stati avevano accolto una mozione del Partito verde liberale: la consigliera nazionale Margrit Kessler chiedeva uno smantellamento degli ostacoli amministrativi per velocizzare la terapia con farmaci a base di cannabis per le malattie gravi.

Adrien Kay dell'Ufficio federale della sanità pubblica prevede che il dossier sarà sottoposto al Consiglio federale «probabilmente nella primavera del 2018».

Andrea Schmits, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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