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Edizione: 2/2018 aprile

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2/2018 aprile | pagina 10

Papilloma, dubbi sui vaccini
L'efficacia del nuovo Gardasil 9 non sarebbe dimostrata

Il vaccino da poco introdotto sul mercato dovrebbe essere efficace contro il 90% dei papilloma virus. Qualcuno storce il naso.

I papilloma virus (Hpv) si trasmettono per via sessuale e possono causare il cancro al collo dell'utero. Se ne conoscono oltre 200.

Il vaccino più recente è Gardasil 9 di Merck Sharp & Dohme. La Confederazione sta valutando se farlo rimborsare dalle casse malati.

Dovrebbe essere efficace contro il 90% di tutti i tipi di virus. Secondo i produttori, i vaccini precedenti, Gardasil e Cervarix, proteggono solo dal 70% dei virus cancerogeni.

Gardasil 9 combatte nove diversi tipi di virus Hp, più dei rimedi precedenti. Ma ancora troppo poco, secondo il pediatra ed esperto in vaccini Martin Hirte di Monaco (Germania). La rivista tedesca Gute Pillen – schlechte Pillen scrive che i vaccini impedirebbero solo tra il 40% e il 70% dei precursori del cancro. Inoltre, l'esperienza con questi vaccini è limitata.

Gli studi non dimostrano l'efficacia del preparato
I primi vaccini sono stati immessi sul mercato circa dieci anni fa. Ma dall'infezione all'insorgere della malattia ne possono trascorrere anche 20. Secondo Hirte, al momento non si sa quale sia la loro efficacia.

Gli esperti criticano anche gli studi svolti da Merck Sharp & Dohme con Gardasil 9. Stando a Hirte, il produttore non ha verificato se il vaccino può impedire i tumori, ma solo se protegge dalle prime alterazioni cellulari. Non tutte danno luogo a un tumore, perciò l'efficacia non sarebbe dimostrata.

Il vaccino presenta inoltre effetti collaterali, come gonfiori locali sul punto dell'iniezione, mal di testa o stanchezza.

Secondo Meck Sharp & Dohme, i precursori del cancro devono essere trattati immediatamente. Non sarebbe accettabile aspettare che nei partecipanti ai test si sviluppi il cancro per valutare quale sia l'efficacia del vaccino. Inoltre, dai dati forniti dai paesi che hanno introdotto la vaccinazione dieci anni fa, si evincerebbe che l'incidenza del cancro al collo dell'utero è più bassa.

Per l'Ufficio federale della sanità pubblica è importante vaccinare un numero possibilmente alto di persone, perché così si proteggono anche quelle non vaccinate. Consiglia il vaccino ai giovani tra gli 11 e i 14 anni.

Tamara Tiefenauer, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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