HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Scelgo io
Edizione: 2/2018 aprile

Nome: Scelgo io
Nato il: 22 gennaio 2002
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 30 dei mesi dispari


Abbonati a Scelgo io
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Scelgo io su iPad e iPhone

Torna indietro
2/2018 aprile | pagina 24

Alzheimer: cocktail dannosi
I farmaci possono portare a psicosi, paura e disturbi del sonno

Sotto accusa la terapia combinata per contrastare la demenza da Alzheimer. I farmaci prescritti possono causare nuovi pericolosi sintomi.

Molti ammalati di Alzheimer assumono veri cocktail di farmaci. Alcuni medici ne prescrivono addirittura due diversi per gli stessi sintomi (perdita di memoria e confusione). Gli specialisti la definiscono terapia combinata, ed è composta da un inibitore della colinesterasi e da un farmaco con il principio attivo memantina. I farmaci non dovrebbero solo alleviare i sintomi, ma anche rallentare lo sviluppo della malattia (vedi tabella).

Il gruppo indipendente di esperti Swiss Medical Board critica le terapie combinate. La valutazione dei principali studi al riguardo avrebbe dimostrato che i danni superano i benefici. Anche se a breve termine potrebbero effettivamente migliorare le prestazioni cerebrali, darebbero contemporaneamente luogo a gravi effetti collaterali. Inoltre, non potrebbero comunque ritardare il ricovero in una casa di cure.

I farmaci sono controversi anche prescritti singolarmente. Alcuni studi dimostrano che gli inibitori della colinesterasi aumentano i casi di decesso. Inoltre, le pillole contro l'Alzheimer spesso causano psicosi, irrequietezza, paura e disturbi del sonno.

Un anno fa, l'istituto della sanità francese Haute Autorité de Santé ha consigliato alle casse malati di non rimborsare più gli inibitori della colinesterasi, perché la loro utilità non sarebbe provata. La situazione sarebbe simile anche per la memantina, sostiene l'Istituto tedesco per la qualità e l'economia della sanità.

Spesso ai pazienti sono prescritti anche farmaci antipsicotici o contro la schizofrenia, i cosiddetti neurolettici. Causano gravi effetti collaterali: tra gli altri, l'aumento del rischio di ictus.

Possono aiutare le terapie alternative
Nei casi di Alzheimer sono utilizzati anche gli antidepressivi. Secondo il primario della Clinica psichiatrica universitaria di Zurigo Egemen Savaskan, un paziente su due è depresso.
Ritiene sensati gli antidepressivi solo se le cure senza farmaci, per esempio una psicoterapia, sono inefficaci. Anche i forti sonniferi dovrebbero essere prescritti solo a breve termine e in casi estremi, perché potrebbero causare delirio e creare dipendenza.

Anche i rimedi naturali a base di ginkgo non sono molto efficaci. La rivista Arznei-Telegramm li sconsiglia.

Alcuni specialisti consigliano quindi le terapie senza farmaci, come l'allenamento della memoria, la musicoterapia o l'ergoterapia. Potrebbero rallentare la destrutturazione delle capacità mentali, raggiungendo spesso risultati migliori di quelli dei farmaci.

Secondo Merz Pharma, che produce il farmaco Axura con il principio attivo memantina, nuovi studi avrebbero dimostrato che le capacità di memorizzazione e memoria dei pazienti di Alzheimer peggiorerebbero in modo meno grave se assumono il farmaco.

Stando a Schwabe Pharma, i preparati di gingko sarebbero efficaci contro la smemoratezza e i problemi di concentrazione, ma non contro la demenza da Alzheimer.

Andreas Gossweiler, Saldo
Michela Salvi, Scelgo io



Impressum Design by VirtusWeb