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Edizione: 2/2018 aprile

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2/2018 aprile | pagina 30

Posso lavorare di meno?
«Fino alla nascita di mio figlio lavoravo a tempo pieno. Dopo il congedo maternità vorrei ridurre il mio onere lavorativo: ho diritto a un tempo parziale anche contro il volere del mio capo?».

No. L'onere di lavoro contrattualmente concordato non cambia con la maternità e continua a essere valido.
Se vuole lavorare di meno, dovrà accordarsi in tal senso con il suo capo, come per ogni altra modifica dei rapporti di lavoro.

Se lui rifiuta la sua richiesta, non le rimane che accettare il suo volere o licenziarsi.



Dente rotto: l'assicurazione deve pagare?

«Qualche giorno fa stavo mangiando una salsiccia quando una piccola scheggia d'osso mi ha rotto un dente. L'assicurazione infortuni non vuole pagare. Ha ragione?».

No. L'assicurazione infortuni deve pagare un danno ai denti se si morde un oggetto duro che si trova all'interno di un alimento. Ma a una condizione: la sua presenza dev'essere inaspettata.

Nel suo caso è chiaro che una salsiccia non dovrebbe contenere pezzi d'osso. Se si fosse trattato di cartilagine, la situazione sarebbe stata diversa.
È importante conservare il pezzetto incriminato: è un indispensabile mezzo di prova qualora l'assicurazione rifiutasse di rispondere.



Vado a convivere: l'invalidità diminuirà?

«Percepisco una rendita d'invalidità. Vorrei andare a vivere con la mia compagna e dividere con lei le spese dell'affitto. L'Ai ridurrà la mia rendita?».
No. Nel calcolo della rendita d'invalidità non sono considerate le spese dell'abitazione.

Lo sono, invece, nel caso in cui si percepiscano le prestazioni complementari: se l'affitto diminuisce, possono essere ridotte.



Occhiali: la cassa non partecipa ai costi?

«Di recente abbiamo dovuto acquistare un nuovo paio d'occhiali a nostra figlia. L'assicurazione di base della cassa malati ha pagato una parte della fattura. Per i miei occhiali nuovi, invece, la cassa rifiuta di partecipare ai costi. Ha ragione?».

Sì. L'assicurazione rimborsa una parte dei costi degli occhiali e delle lenti a contatto, cioè fr. 180.- annui, soltanto ai bambini e ai giovani fino ai 18 anni compiuti.
Per ottenere il rimborso è necessaria ogni volta la prescrizione dell'oculista.

Per gli adulti, invece, la cassa malati di base assume parte dei costi delle lenti degli occhiali solo in presenza di determinate malattie o dopo un'operazione agli occhi.



Il proprietario deve eliminare la muffa sui muri?

«Nella camera di nostra figlia c'è della muffa sui muri, anche se la arieggiamo regolarmente. Mia figlia soffre d'asma: possiamo pretendere che il proprietario faccia eliminare la muffa?».
Sì, potete chiedergli di farla eliminare immediatamente e a regola d'arte.

La muffa può compromettere la salute e rappresenta un difetto dell'oggetto in locazione. Se il proprietario non si dovesse attivare nonostante il vostro sollecito, potete intervenire voi e poi trasmettergli la fattura.

In alternativa, potete rivolgervi all'autorità di conciliazione in materia di locazione, che dovrà imporre al proprietario di eliminare il difetto. Inoltre, potete chiedere una riduzione dell'affitto fino all'eliminazione della muffa.

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