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Spendere Meglio
Edizione: 2/2018 aprile

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2/2018 aprile | pagina 20

Pesci ai parassiti
Su 15 filetti, 5 erano contaminati da batteri. Trovati vermi in 6 campioni

La qualità dei filetti di pesce surgelati lascia a desiderare: sono contaminati da batteri o parassiti e gonfiati con acqua.

La rivista K-Tipp ha fatto esaminare 15 filetti di pesce surgelati: in 6 campioni c’erano vermi del pesce, il che significa che erano contaminati da parassiti. In una confezione da 250 grammi di filetto di salmone Migros ce n’erano 44.

Non c’è comunque il rischio di ammalarsi, perché nei prodotti surgelati i vermi sono morti. Ma dal punto di vista qualitativo, la contaminazione è un difetto, dunque nel test i prodotti hanno subito delle detrazioni. Hanno ottenuto la nota 3,5 quelli che contenevano da uno a dieci vermi in 250 grammi. Per una contaminazione superiore è stata assegnata la nota 2,5 (vedi “I criteri del test”).

Anche i filetti con un’alta percentuale di acqua e un basso tenore proteico sono di scarsa qualità. In questo criterio, si sono fatti notare negativamente tre prodotti, tra cui i filetti di merluzzo Findus.

Nessuna confezione conteneva pesce vecchio. Anche i test dell’aspetto e dell’odore hanno rilevato poche anomalie. Ma solo due prodotti sono stati convincenti in tutti i criteri: i filetti di pangasio di Denner e quelli di merluzzo Coop Qualité & Prix. Non c’erano vermi, il rapporto tra acqua e proteine era normale, nella confezione c’era la quantità di pesce dichiarata e sul filetto non proliferavano listerie. Questi batteri possono rappresentare un pericolo per le persone con sistema immunitario indebolito, causando, per esempio, meningite o setticemia.

Meno pesce in tre confezioni
Dopo lo scongelamento sono state trovate listerie vive in cinque campioni. Per legge, i filetti possono essere venduti, perché non sono adatti al consumo crudo e la cottura uccide i germi. La presenza di listerie ha comunque comportato una detrazione, perché in cucina è facile che i germi contaminino altro.

Alcune confezioni contenevano una quantità di pesce inferiore a quella dichiarata. Una confezione dovrebbe contenerne 250 grammi, ma nessuna aveva questo peso. In una c’erano 232 grammi di pesce. In questo criterio, i peggiori sono stati i filetti di salmone M-Budget.

Per Migros è «inaccettabile» e farà quindi dei controlli. Anche la presenza di vermi nel salmone Sockeye e di listerie nel salmone norvegese non adempirebbero ai requisiti di qualità pretesi. In merito al cattivo rapporto acqua/proteine del pangasio bio, Migros scrive che le variazioni sono stagionali e collegate alla composizione del mangime per i pesci d’allevamento.

Per Findus, «negli ultimi anni non ci sono stati reclami da parte dei clienti». Lidl sostiene che tutte le disposizioni di legge sono rispettate. In merito al merluzzo con i vermi scrive: «Sulla confezione indichiamo che i prodotti vanno consumati ben cotti».

Secondo Aldi, «i salmoni sono raramente privi di nematodi». Durante la produzione sarebbero però esaminati bene, eliminando i vermi visibili sulla superficie.


I criteri del test

Il laboratorio tedesco di Cuxhaven ha analizzato filetti di pesce surgelati anche con un test sensoriale svolto da tre esperti. I criteri considerati:

- Presenza di vermi
I parassiti possono comparire in quasi tutti i pesci, quelli più diffusi sono i nematodi. Il consumo con pesce crudo può mettere a rischio la salute, il surgelamento o la cottura li uccide. Le larve morte possono causare allergie. Il laboratorio ha esaminato la superficie dei pesci e con il metodo della digestione enzimatica ha contato i vermi.

- Acqua e proteine
Rapporti acqua/proteine al di sopra di un determinato valore indicano che il pesce è stato gonfiato con acqua. I prodotti che lo superavano hanno ottenuto una nota parziale insufficiente. Due vi si sono avvicinati molto e hanno ricevuto la nota parziale 4.

- Peso
Con un metodo fisico è stato rilevato il peso sgocciolato del contenuto di tre confezioni per ogni prodotto e poi confrontato con quello netto dichiarato sulla confezione.

- Listerie
Il laboratorio ha analizzato i campioni cercando listerie vive. Questi batteri sopravvivono anche a basse temperature e dopo lo scongelamento possono proliferare in modo importante. È stata applicata una detrazione di 1,5 punti ai filetti contaminati, perché non si può escludere il rischio d’infezione durante la preparazione del pesce in cucina.

Andreas Schildknecht, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio


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