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Spendere Meglio
Edizione: 2/2018 aprile

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2/2018 aprile | pagina 13

Suva, risparmi inutili
L’istituto svizzero sta accantonando miliardi. Eppure assicurati e rendite diminuiscono

La Suva ha accantonato negli anni ben 51 miliardi, anche se il numero degli infortuni e delle persone che percepiscono una rendita è diminuito. Le riserve degli assicuratori privati sono un terzo rispetto alle sue.

Dal 2009 al 2016, è sceso del 10,3% il numero complessivo degli assicurati che percepiscono rendite d’invalidità o per superstiti dall’Istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni Suva. Nello stesso periodo sono diminuiti gli infortuni e le malattie professionali, passati da 94,2 a 85,1 ogni mille lavoratori a tempo pieno.

Ciò nonostante, ogni anno la Suva accantona dei soldi. Secondo i rapporti aziendali, nel 2006 il suo attivo fisso era di 32,9 miliardi di franchi, salito a 51,2 miliardi nel 2017 (vedi grafico). Si tratta di un aumento del 55,6%. Per un confronto: nel 2016 il capitale Avs era di 44,7 miliardi.

La Suva assicura obbligatoriamente contro gli infortuni e le malattie professionali poco meno di due milioni di dipendenti (calcolati a tempo pieno) e disoccupati registrati. Determinati settori, come l’edilizia o le aziende elettriche, non possono scegliere liberamente l’assicurazione infortuni ma devono assicurare i propri collaboratori dalla Suva.

Altri due milioni di dipendenti sono assicurati obbligatoriamente per gli infortuni e le malattie professionali da compagnie private.

Nonostante un numero di assicurati quasi uguale, le riserve accumulate dalle assicurazioni private sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle della Suva (appena un terzo). Lo si evince dalla statistica delle assicurazioni sociali del 2015. Axa, Zürich e le altre non rilasciano cifre sull’andamento degli affari nell’ambito dell’assicurazione infortuni obbligatoria ed è pertanto impossibile svolgere un confronto diretto.

Ben il 43% di riserve in eccesso
La Suva difende gli accumuli enormi sostenendo di assicurare dipendenti di settori con rischi molto più elevati e di versare per lo stesso motivo anche molte più rendite.

A questo proposito è interessante osservare che comunque il numero delle nuove rendite d’invalidità è in calo: 2’050 nel 2009, solo 1’670 nel 2016. Il grado di copertura, cioè il rapporto tra patrimonio e obblighi di pagamento verso gli assicurati, è del 143%. Significa che le riserve accumulate superano del 43% gli impegni di pagamento.

L’assicuratore giustifica l’accumulo di riserve anche con i maggiori rischi dei mercati finanziari. Concretamente, però, nel 2017 gli investimenti hanno fruttato alla Suva un rendimento del 7,8%, con il conseguente aumento del capitale di 3,2 miliardi. Nei cinque anni precedenti il rendimento medio è stato del 5,1%.

La Suva nuota quindi nell’oro. Perlomeno, nella maggior parte dei rami assicurativi, ha abbassato i premi per ben otto anni consecutivi.

Thomas Lattmann, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

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