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Spendere Meglio
Edizione: 2/2018 aprile

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
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2/2018 aprile | pagina 29

Sono infortunato: e le indennità?
«Presto compirò 70 anni e lavoro ancora a metà tempo. Di recente mi sono fatto male e quindi ora percepisco le indennità giornaliere dall’assicurazione infortuni aziendale. A scadenza del periodo protetto, il datore di lavoro mi ha licenziato. Continuerò a percepire le indennità anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro?»

Sì. Per legge, il diritto alle indennità giornaliere si estingue solo quando si riacquista la piena abilità lavorativa, s’inizia a riscuotere una rendita o si muore.

Siccome si è infortunato solo dopo il pensionamento, non avrà alcuna rendita dall’assicurazione infortuni, però continuerà a ricevere le indennità giornaliere fino al momento in cui le cure mediche non lasceranno più sperare in miglioramenti essenziali del suo stato di salute.



Affiliazione tardiva: cosa rischio?

«La mia ragazza vive in Svizzera da due anni. Siccome all’epoca avevamo pochi soldi, non l’abbiamo annunciata subito alla cassa malati. Lo abbiamo fatto poco tempo fa. Ora l’assicurazione, oltre al premio mensile, ha applicato un supplemento per l’affiliazione tardiva. È giusto?»

Sì. Chi si trasferisce in Svizzera deve annunciarsi a una cassa malati entro tre mesi.

In caso di affiliazione tardiva, per legge la cassa può applicare un supplemento. A dipendenza della situazione finanziaria dell’assicurato, può variare tra il 30% e il 50% del premio ed è dovuto per una durata pari al doppio di quella del ritardo, al massimo per cinque anni. La sua ragazza dovrà dunque pagare il supplemento per quattro anni, anche se nel frattempo cambierà cassa.

Attenzione: l’assicurazione non assume alcun costo per malattie insorte all’assicurato prima dell’iscrizione tardiva.



Mi sono sfogata con il capo: ma allora mi sono licenziata?

«Sul mio nuovo posto di lavoro mi sento troppo sollecitata, così la scorsa settimana ho detto al mio datore di lavoro di cercare un sostituto. Lui ha cercato di farmi coraggio e mi ha invitata a non mollare. Ma ora sostiene che mi sono licenziata. È vero?»

No. Un licenziamento deve avvenire in modo chiaro e univoco. Non è sufficiente la semplice espressione di un’intenzione.

È determinante il modo in cui il suo datore di lavoro ha potuto intendere la sua espressione. Siccome ha cercato di farle coraggio, non ha evidentemente ritenuto che lei si fosse licenziata.



Posso impedire all’azienda di mettere la mia foto sul web?

«Il mio datore di lavoro vuole pubblicare su internet una foto di ogni dipendente, ma io non sono d’accordo. Posso impedirglielo?»

Sì, perché vale il diritto alla propria immagine. Ogni persona può decidere in modo autonomo se e dove apparire. Questo vale anche per i dipendenti.

Senza il suo consenso, il suo datore di lavoro non può pubblicare una sua foto sul sito internet. Se invece lo fa, lei può chiedere la cancellazione dell’immagine in tribunale.



Sono in debito con il mio ex: mi può ridurre gli alimenti?

«Stando alla sentenza di divorzio, ho diritto agli alimenti mensili da parte del mio ex marito. Io gli sono ancora debitrice di un prestito che mi ha concesso anni fa. Ora ha interrotto il versamento degli alimenti, per recuperare i soldi che mi ha prestato. È lecito il suo modo di agire?»

No. Attenzione, però: la legge la protegge da questa compensazione solo nella misura in cui il suo diritto agli alimenti è indispensabile a garantirle il suo sostentamento. Per principio, l’importo che supera questo suo diritto può essere usato da suo marito per compensare il debito, anche contro il suo volere.



Dalla business in economy: un risarcimento di 100 franchi?

«Ho prenotato un volo da Zurigo a Dubai in business class, pagandolo ben fr. 3 mila. Poco prima della partenza, però, sono stato spostato in economy e la compagnia aerea mi offre un risarcimento di fr. 100.-. Devo accontentarmi?»

No. Dato che il suo volo è decollato dalla Svizzera, fa stato l’Ordinanza sui diritti dei passeggeri aerei dell’Unione europea. Questa prevede un determinato risarcimento per lo spostamento del passeggero in una classe inferiore.

Sulla base della distanza del suo volo, lei ha diritto al risarcimento del 75% del prezzo pagato.

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