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L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

Nome: L'Inchiesta
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3/2018 maggio | pagina 24

E lo sporco non se ne va
I robot lavavetri sono cari ma puliscono in modo approssimativo. Il migliore è molto lento

L'idea è buona, ma il risultato lascia a desiderare. I robot lavavetri dovrebbero svolgere il loro lavoro in modo autonomo, grazie all'effetto ventosa con cui si attaccano ai vetri. Il loro rumore è simile a quello di un aspirapolvere.

La rivista K-Tipp ne ha messi alla prova cinque. Tutti hanno lo stesso problema dei robot aspirapolvere: non riescono a pulire bene gli angoli. Per questo motivo, nessun modello ha ottenuto un giudizio globale buono.

Ha ricevuto la nota più alta nella pulizia Hb268 di Hobot, il più caro di tutti. Il vetro era quasi completamente pulito e non sono rimaste striature. Negli angoli è però rimasta sporcizia. Hobot è anche un po' ingombrante ed è difficile toglierlo dal vetro. Per svolgere la pulizia di prova ha impiegato sette minuti, più della maggior parte di tutti gli altri apparecchi. Ha quindi ottenuto una nota complessiva solo sufficiente.

Brutte striature sulle vetrate
Il modello Mamibot costa meno della metà, ha pulito il vetro quasi altrettanto bene ma ha lasciato gli angoli molto più sporchi. In compenso è più maneggevole e a lavoro finito può essere tolto dal vetro con facilità.

Gli altri tre robot puliscono in modo insufficiente. I due modelli Ecovacs hanno lasciato sporchi non solo gli angoli ma anche alcuni punti in mezzo al vetro. Ben visibili anche diverse striature.

Winbot W950 ha lasciato addirittura tracce visibili dei suoi passaggi. È però maneggevole e il più veloce di tutti.

Hb198 di Hobot non è di alcun aiuto in casa: oltre alla sporcizia negli angoli e sul vetro, ha lasciato molte striature a semicerchio.

Secondo Hobot, bisogna sostituire gli inserti in microfibra se dopo un passaggio con Hb198 il vetro non è pulito. Questi panni, infatti, sono in grado di assorbire solo una determinata quantità di sporcizia. A causa della sua forma, questo apparecchio non sarebbe concepito per pulire gli angoli.


I criteri del test

I cinque apparecchi sono stati provati dal laboratorio tedesco Pzt di Wilhelmshaven.

- Pulizia
I vetri (2 x 0,7 metri) sono stati inseriti nei telai per finestre e sporcati con impronte di mani spalmate di crema e con spruzzi di una miscela di acqua, sabbia e terra.
Successivamente, gli esperti hanno valutato la pulizia svolta dai robot. Hanno poi controllato la presenza o meno di striature e gli angoli.
Hanno anche rilevato il tempo necessario alla pulizia.

- Maneggevolezza
Facilità di impostazione dei robot e di applicazione al vetro e del liquido detergente, la rimozione alla fine del lavoro e il funzionamento del telecomando.

- Sicurezza
I robot aderiscono al vetro con un effetto sottovuoto. Tutti gli apparecchi sono dotati di batteria d'emergenza che si attiva automaticamente.

- Rumore
Il laboratorio ha misurato il rumore degli apparecchi. Risultato: a un metro di distanza, i robot hanno un volume che va da 67 a 68,5 decibel. Solo Mamibot è un po' più rumoroso e raggiunge quasi 72 decibel, un volume paragonabile a quello di un aspirapolvere.

Lukas Bertschi, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta


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