HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
3/2018 maggio | pagina 25

Più soldi in pensione
Chi effettua un riscatto nel Secondo pilastro risparmia per la vecchiaia e anche sulle tasse

Chi versa volontariamente soldi nella cassa pensioni risparmia per la vecchiaia e riduce l'onere fiscale. Ecco a cosa bisogna prestare attenzione.

1. Potenziale di riscatto

Su richiesta dell'assicurato, la cassa pensioni calcola a quanto ammonterebbe l'avere di vecchiaia se lui avesse pagato i contributi attuali dall'età di 25 anni. Da questo importo si deducono gli averi di vecchiaia di oggi. La differenza è il potenziale di riscatto, la somma che si può versare volontariamente nel Secondo pilastro.

2. Agevolazioni fiscali

I riscatti volontari sono deducibili dal reddito imponibile. Convengono di più agli assicurati più avanti con gli anni che ai giovani. Inoltre, più è grande il reddito imponibile, più grande sarà il risparmio.

Consiglio: il riscatto scaglionato è quello che permette di risparmiare di più. Per esempio, chi ha 150 mila franchi non dovrebbe versare tutta la somma in una volta sola ma in tre anni (50 mila all'anno). Il risparmio fiscale è maggiore perché l'imposizione sproporzionatamente alta sulle parti del reddito più elevate può essere evitata per i tre anni interessati.

3.Più averi di vecchiaia

I riscatti aumentano gli averi di vecchiaia. Al momento del pensionamento potranno essere riscossi come rendita o capitale oppure in forma mista.
A dipendenza della cassa pensioni, un riscatto migliora anche le prestazioni di rischio, come la rendita di vedovanza nel caso in cui un assicurato muoia durante la sua vita lavorativa.

4. Attenzione alle trappole
Chi ha effettuato un riscatto non dovrebbe prelevare il Secondo pilastro nei tre anni successivi. Dunque nessun anticipo per l'acquisto di un'abitazione propria e nessun prelievo di capitale in caso di pensionamento. Chi lo fa perderà a posteriori le agevolazioni fiscali legate al riscatto.

Eccezione: nel caso di un ulteriore riscatto dopo un divorzio, questo periodo di protezione non vale. Riguarda tutte le persone divorziate che hanno dovuto versare all'ex coniuge la metà dei loro averi di cassa pensioni.

Chi ha prelevato il Secondo pilastro per l'acquisto di un'abitazione propria deve ripagare l'intero capitale prelevato prima di poter fare un riscatto volontario legato alle agevolazioni fiscali (vedi a pagina 26).

5. Da verificare lo stato della cassa pensioni

Bisognerebbe valutare l'opportunità di un riscatto volontario solo se la cassa pensioni è finanziariamente sana. A parte poche eccezioni, lo sono tutte.

Gode di buona salute la cassa che ha un buon grado di copertura: se è sopra il 100, il suo patrimonio complessivo supera il capitale necessario al finanziamento degli obblighi stipulati (pagamenti di rendite e versamenti di capitali).

6. Occhio all'aliquota di conversione

Gli averi della previdenza professionale aumentano con una velocità proporzionale agli interessi che fruttano.

Se sul capitale degli assicurati la cassa pensioni concede solo il tasso d'interesse minimo (al momento pari all'1%) o di poco superiore, il riscatto spesso non conviene, nonostante le agevolazioni fiscali.

In tal caso, è più vantaggioso un deposito titoli con fondi indicizzati a basso costo nella previdenza individuale, soprattutto se la pensione è ancora lontana.

Chi opta per la rendita pensionistica dovrebbe controllare anche l'aliquota di conversione, utilizzata dalle casse per trasformare il capitale in rendita. Se, per esempio, è del 6,8% (come stabilito per legge), da un capitale di fr. 100 mila risulta una rendita annuale di fr. 6'800.-.

La maggior parte delle casse pensioni, però, paga meno, perché è possibile stabilire liberamente l'aliquota di conversione sulla parte sovraobbligatoria. Con una pari al 6%, la rendita annuale è di soli fr. 6 mila.

7. La previdenza individuale

Chi vuole risparmiare per la pensione dovrebbe versare quanto possibile nel pilastro 3a. Attualmente, l'importo massimo per le persone con attività lucrativa e cassa pensioni è di fr. 6'768.- annui.

Se rimangono ancora soldi, i proprietari immobiliari potrebbero, per esempio, ripagare l'ipoteca.

Pascal Roth, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

Impressum Design by VirtusWeb