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L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

Nome: L'Inchiesta
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3/2018 maggio | pagina 32

Se i calciatori più pagati si fischiano il rigore da soli
Notizia numero uno. Siccome i maestri di scuola sono in ritardo con la correzione degli esami, d'ora in poi i bambini più ricchi potranno darsi le note da soli. Inoltre potranno dare le insufficienze ai bambini più poveri e far bocciare loro la classe.

Notizia numero due. Siccome mancano arbitri, d'ora in poi i calciatori con il salario più alto potranno fischiarsi il rigore da soli. Inoltre potranno fischiare i falli agli avversari pagati meno ed espellerli dal campo.

Le due notizie inventate servono a capire quella vera. Siccome in Ticino la Sezione della circolazione è in ritardo con il collaudo dei veicoli, ora i garage certificati (che di regola fatturano ai clienti i prezzi più alti) possono autocertificarsi le riparazioni post-collaudo. I clienti dei garage non certificati invece (di regola i meno cari) vengono costretti a rivolgersi alla concorrenza. Così, invece di pretendere la garanzia sulla riparazione, finiscono per pagare due volte, si arrabbiano e cambiano garage.

Una grave restrizione della concorrenza, decisa dalla Sezione della circolazione del canton Ticino su proposta dell'Upsa, l'Unione professionale svizzera dell'automobile. Invece di difendere il consumatore e garantire una concorrenza efficace, le autorità hanno messo il bollo dell'ufficialità a questa distorsione del mercato che penalizza chi offre i prezzi più bassi.

L'Unione professionale svizzera dell'automobile è controllata dai grossi garage, mediamente più costosi. Siccome c'è un po' di crisi, i clienti che vogliono risparmiare si rivolgono a quelli meno cari e i big del settore hanno perso cifra d'affari. Così, per costringere il consumatore a tornare da loro spendendo di più, hanno proposto alla Sezione della circolazione un meccanismo che penalizza i garage meno cari, i quali non hanno i mezzi per attestare che potranno fischiarsi il rigore da soli (ovvero autocertificarsi le riparazioni post-collaudo).

Quando i clienti dei garage non certificati non passano il collaudo, invece di rimandarli a chi ha effettuato la riparazione per sistemare il problema in garanzia, lo Stato li dirotta verso i garage certificati per una nuova riparazione a pagamento più una tassa di 20 franchi.

I garage autorizzati possono invece autocertificare le riparazioni post-collaudo dei loro clienti.

È ingiusto permettere ai garage di autocertificarsi le riparazioni se il veicolo non passa il collaudo. La verifica va fatta dallo Stato ovvero da un arbitro neutrale. Se ciò non è possibile, perché la Sezione della circolazione è in ritardo, le aziende abilitate devono poter certificare solo le auto aggiustate dalla concorrenza. Chi ripara l'auto e chi controlla la riparazione per conto dello Stato non deve lavorare per la stessa ditta!

I funzionari ticinesi non si sono accorti che qui il conflitto d'interessi è grande come la ruota di un camion Cat 797 (quattro metri di diametro). Il consumatore viene penalizzato da una restrizione statale della concorrenza, a vantaggio dei garage più cari. Per questo motivo, L'Inchiesta ha segnalato la nuova norma ticinese alla commissione federale della concorrenza.


Più costi, meno concorrenza

Il garagista di fiducia prepara l'auto al collaudo ma gli esperti cantonali trovano un'anomalia, poniamo, in un ammortizzatore. In passato dicevano all'automobilista di rivolgersi al suo garagista, il quale si assumeva le spese della riparazione in garanzia e pagava il nuovo collaudo di tasca propria. Così il cliente era soddisfatto e tornava da lui.

Oggi invece cosa fanno i funzionari della Sezione della circolazione? Consegnano all'automobilista una lista di garage abilitati e gli dicono: «Il suo veicolo non ha superato il collaudo. I difetti rilevati durante il collaudo possono essere fatti riparare esclusivamente da un garagista autorizzato». Facendo quindi spendere altri soldi al cliente e intralciando la libera concorrenza!

Matteo Cheda

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