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Spendere Meglio
Edizione: 4/2018 agosto

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4/2018 agosto | pagina 32

Il cibo malsano ci costa troppo
Buona parte dei costi della salute è causata da tabacco, alcol, mancanza di movimento e,dal cibo malsano

Spesso il cibo sano costa un po’ di più di quello malsano. Ma solo al supermercato. Se calcoliamo anche il premio della cassa malati, a conti fatti il cibo malsano è più caro di quel che sembra.

Buona parte dei costi della salute è causata da tabacco, alcol, mancanza di movimento e, appunto, cibo malsano.

Per esempio, nei negozi gli alimenti biologici costano di più di quelli coltivati con i pesticidi. Poi però i pesticidi provocano tumori che fanno salire i premi della cassa malati.

Il prossimo 23 settembre andremo a votare su due iniziative popolari a favore di cibo più sano. Entrambe sono contestate da chi danneggia il nostro borsellino, producendo cibi contaminati dalla chimica e facendo salire i costi sanitari.

- L’iniziativa «per la sovranità alimentare» vuole vietare gli alimenti manipolati geneticamente. Chiede inoltre di proibire o tassare l’importazione di alimenti non conformi alle norme sociali e ambientali svizzere.

- L’iniziativa «per derrate alimentari sane» vuole favorire cibi di buona qualità e rispettosi dell’ambiente.

È vero che queste iniziative potrebbero limitare la libertà di scelta del consumatore. D’altra parte la libertà di ognuno finisce dove inizia quella altrui. Siccome il premio della cassa malati è obbligatorio, tutti siamo costretti a finanziare le cure mediche degli altri. Ognuno è libero di mangiare i cibi che vuole, compresi quelli cancerogeni. Poi però tutti dobbiamo pagare il conto delle terapie.

Come al solito, sentiremo dire che le iniziative sono «ingannevoli», «pericolose» e «distruggeranno i posti di lavoro». Le solite cose per spaventare i cittadini. In realtà quando i politici mettono in pratica le iniziative, le tragedie che loro stessi annunciano non si verificano mai. Per esempio, i contrari all’iniziativa contro l’immigrazione di massa (9 febbraio 2014) dicevano che in caso di sì l'economia avrebbe sofferto. Ha vinto il sì, la legge d’applicazione è entrata in vigore lo scorso luglio e le previsioni negative non si sono avverate.

Anche queste due iniziative, se approvate, saranno verosimilmente annacquate. Un doppio sì il 23 settembre sarebbe comunque un segnale a favore del nostro borsellino, stufo di sprecare soldi in spese mediche facilmente evitabili.

Matteo cheda

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