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Edizione: 5/2018 ottobre

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5/2018 ottobre | pagina 23

Bacche ammuffite
Nei 20 frutti di bosco analizzati erano presenti colonie di muffe. In sei campioni spagnoli anche pesticidi

In tutti i mirtilli, lamponi e more c'erano colonie di muffe. Pochi erano contaminati da pesticidi. Lo rivela un test.

Le bacche fresche si trovano quasi tutto l'anno nei negozi. Ma sono di buona qualità? La rivista per consumatori Saldo ha acquistato in maggio 20 campioni di lamponi, mirtilli e more e li ha fatti analizzare in laboratorio. Le bacche provenivano da Spagna, Portogallo, Marocco e Tunisia. Nel periodo dell'acquisto non erano disponibili quelle svizzere.

I prezzi per 100 grammi oscillano tra 80 centesimi (lamponi di Denner) a fr. 7.90 (more di Globus).

Gli esperti hanno ricercato oltre 500 pesticidi, muffe, batteri intestinali e i germi patogeni salmonella, listeria e stafilococco. I campioni sono stati esaminati anche visivamente per verificare la presenza di parassiti.

Risultato: tutti erano privi di batteri fecali, agenti patogeni e insetti, ma sei confezioni, tutte di provenienza spagnola, contenevano bacche contaminate, seppur in minime quantità, da pesticidi (vedi tabella).

In confronto a un'analisi dello scorso anno sulle fragole fresche, questo è un risultato migliore: allora in quasi la metà dei campioni erano state trovate tracce di pesticidi.

Più deteriorati i lamponi
I 20 campioni erano però contaminati da muffe. Anche i mirtilli di Spar Express, i migliori del test. Con una corretta conservazione, i consumatori possono evitare un deterioramento veloce delle bacche (vedi riquadro).

In Svizzera non vi è un limite legale per le muffe, pertanto ci si è basati sul valore di riferimento della Società tedesca per l'igiene e la microbiologia per la frutta tagliata e confezionata, stabilito a 1'000 unità formanti colonie al grammo (ufc/g).

Tutti i prodotti analizzati hanno superato questo valore limite, 17 campioni presentavano addirittura tra 10 mila e 100 mila ufc/g di muffe. I più sensibili sembrano essere i lamponi. In 8 campioni su 9, il laboratorio ha misurato più di 50 mila ufc/g. Nei lamponi Lidl, le unità formanti colonie al grammo erano addirittura 140 mila. Non solo: c'era anche il maggior numero di pesticidi.

Su molti campioni, in laboratorio non erano visibili le muffe. Al momento dell'acquisto, però, nei negozi sono state notate numerose bacche parzialmente ammuffite.
Interpellati da Saldo, i rivenditori affermano che i clienti possono riportare la merce e ottenere il rimborso del prezzo se a casa trovano bacche ammuffite nella confezione.

Solo Globus scrive che dopo aver acquistato il prodotto, «la responsabilità della corretta conservazione e per gli eventuali danni è dei clienti».


Prima di acquistare, controllate bene la polpa

Le muffe sono pericolose per la salute? Risponde Rolf Geisen, esperto in sicurezza e qualità di frutta e verdura dell'Istituto Max Rubner di Karlsruhe (Germania).

Le bacche fresche sono sempre contaminate da muffe?

Sì, perché le loro spore compaiono ovunque, con grandi concentrazioni soprattutto nei terreni. In sé è un problema irrisorio. Le bacche si deteriorano quando le spore germinano e si formano colonie.

Quando si vedono le muffe?

Dopo due-tre giorni a temperatura ambiente e umidità elevata. In frigo ci vuole più tempo.

Tutti i campioni erano contaminati, in alcuni casi anche molto al di sopra del valore di riferimento. Cosa significa?

Se non vi sono muffe visibili, le bacche non sono deteriorate. Un'elevata quantità di spore può però ridurne la conservabilità.

Sono nocive per la salute?

Le muffe comunemente presenti sulle bacche non formano tossine note. Una conservazione refrigerata a lungo termine potrebbe però favorire lo sviluppo di muffe più problematiche e dei loro veleni.

Acquisto e conservazione: a cosa bisogna stare attenti?

Le bacche non continuano la maturazione durante la conservazione. Pertanto dovrebbero essere già mature all'acquisto, ma avere una polpa soda. Possono essere conservate fino a due giorni in frigorifero.

Consiglio di lavarle e asciugarle con carta da cucina e conservarle, in uno strato sottile, nel comparto per le verdure. Le tossine delle muffe non si distruggono né alla cottura né al surgelamento.

Sabine Rindlisbacher, Saldo
Michela Salvi, Scelgo io

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