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Edizione: 5/2018 ottobre

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5/2018 ottobre | pagina 27

Spalle senza bisturi
La sola fisioterapia può curare le infiammazioni

Molti chirurghi consigliano di operarsi in caso di infiammazione e dolori all'articolazione della spalla. Ma non sempre è necessario farlo.

Il cosiddetto impingement, o sindrome da conflitto sub-acromiale, è un disturbo che colpisce soprattutto dopo i 40 anni le persone con le articolazioni delle spalle usurate o troppo sollecitate. Per esempio, perché hanno praticato molto sport come la pallavolo o lo sci di fondo.

L'infiammazione di tendini, muscoli e borsa sinoviale riducono lo spazio tra la testa dell'omero e la scapola e provoca dolore. Si può arrivare addirittura alla rottura dei tendini.

L'utilità dell'operazione è sovrastimata
Chi è colpito da questa sindrome è sempre più spesso sottoposto a un intervento chirurgico. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2012 sono stati svolti in Svizzera 2'376 interventi, nel 2016 ben 2'614. Durante l'operazione i chirurghi asportano tessuto o sostanza ossea per aumentare lo spazio nell'articolazione.

L'intervento è però controverso. Stando alla rivista specialistica The Lancet, i pazienti operati non avrebbero meno dolori né presenterebbero un miglioramento della mobilità articolare rispetto a quelli non operati. Lo dimostra un confronto di oltre 300 pazienti inglesi con un'età media di 53 anni. Inoltre, l'operazione comporterebbe il rischio di infezioni e formazione di emboli.

«La sua utilità è sovrastimata», afferma il primario della clinica universitaria Balgrist di Zurigo Dominik Meyer. I chirurgi opererebbero troppo spesso. Meyer sconsiglia l'intervento ai pazienti che soffrono solo di un'infiammazione della borsa sinoviale dell'articolazione. Il bisturi può essere utile solo se si è in presenza anche di uno strappo parziale di un tendine: «In tal caso può prolungare di qualche anno il periodo di assenza di dolori».

Per Meyer, i danni ai tendini compaiono soprattutto negli ultrasettantenni. In genere, non sarebbe necessario ripararli. «Molti pazienti se la cavano bene anche senza operazione. Alcuni non si accorgono nemmeno dello strappo».

Il chirurgo ortopedico Luzi Dubs di Winterthur (Zurigo) sostiene di non effettuare da decenni operazioni di impingement su pazienti senza rottura dei tendini. Consiglia innanzitutto di praticare un'iniezione di cortisone, la cura più economica che in molti pazienti risolverebbe già il problema. Possono essere utili anche le pastiglie con antinfiammatori.

Il chirurgo della spalla Felix Zeifang della clinica Ethianum di Heidelberg (Germania) raccomanda di iniziare a curare i dolori per sei mesi con fisioterapia e farmaci.

Cinque anni fa una ricerca svedese aveva dimostrato che per la maggior parte dei pazienti la fisioterapia era stata sufficiente. Giunge alla stessa conclusione un nuovo studio comparativo con oltre 10 mila pazienti, svolto dalla scuola universitaria professionale vallesana: la fisioterapia è la cura che garantisce i migliori risultati. Per gli autori, i medici dovrebbero prescriverla a tutti i pazienti.

Dubs pone però dei limiti: la fisioterapia non sarebbe adatta quale prima cura per tutte le persone professionalmente attive. Queste rischiano di rimanere inabili al lavoro per diverse settimane a causa del più lungo processo di guarigione e del perdurare dei dolori.

Andreas Gossweiler, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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