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Edizione: 5/2018 ottobre

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5/2018 ottobre | pagina 28

Artemisia sotto la lente
Il principio attivo artesunato utilizzato contro la malaria sarebbe anticancerogeno. Ma servono più ricerche che lo dimostrino

Una sostanza estratta dalla pianta di artemisia dovrebbe uccidere le cellule cancerogene. Ma le prove della sua efficacia sono molto scarse.

Sul proprio sito internet, la naturopata Irene Siegl di Meggen (Lucerna) definisce il principio attivo artesunato «chemioterapia biologica». Con l'artemisia, la naturopata vuole combattere il cancro in modo naturale. Negli Usa ci sarebbero «decine di migliaia di pazienti oncologici» che sarebbero riusciti a vincere il cancro con questo metodo. Originariamente, l'artesunato è un antimalarico.

Gli esperti sono scettici. Secondo l'oncologa specializzata in cancro al seno Teelke Beck di Richterswil (Zurigo), è poco serio commercializzare l'artesunato come farmaco anticancro.

«È stato provato solo su singole persone», afferma il medico di Gesundheitstipp Thomas Walser. «La maggior parte dei risultati proviene da test con colture cellulari o sugli animali». Non si saprebbe nemmeno contro quali tipi di cancro sarebbe effettivamente efficace. Per non parlare del dosaggio con cui dovrebbe essere somministrato.

Thomas Efferth dell'istituto farmacologico dell'Università tedesca di Magonza studia da anni l'efficacia anticancerogena dell'artesunato. Lo scorso anno, sulla rivista specialistica Biochemical Pharmacology, scriveva che l'artesunato presenta un effetto contro le cellule tumorali e potrebbe ritardare leggermente il progredire della malattia nelle donne con cancro al seno. Ma questo dovrebbe essere dimostrato con studi più ampi.

Anche Etzel Gysling, medico ed editore della rivista specialistica Pharma-Kritik, non esclude, sulla base degli studi finora effettuati, che l'artesunato presenti qualche potenzialità contro il cancro. A causa delle prove insufficienti, sarebbe però discutibile usare il farmaco al di fuori degli studi controllati.

Andreas Grote, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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