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Edizione: 5/2018 ottobre

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5/2018 ottobre | pagina 31

Partecipazione ai costi del 20%: è corretto?
«Sto seguendo una terapia e mi sono accorto che, per i farmaci, la cassa malati non applica una partecipazione del 10% bensì del 20%. È corretto?».

Sì, evidentemente il medico le ha prescritto un preparato originale o un generico troppo caro.

Troppo caro significa che ci sarebbe un farmaco generico che costerebbe almeno il 10% in meno della media del terzo più economico di tutti i farmaci originali confrontabili.

In questi casi, le casse malati possono aumentare la partecipazione del paziente dal 10% al 20%.

La partecipazione rimane però del 10% se il medico insiste sull'originale più costoso per motivi medici, annotandolo sulla ricetta.


Il dottore dice se il farmaco non è rimborsato?

«Il mio psichiatra mi ha prescritto un farmaco, ma la cassa malati si rifiuta di assumerne i costi. Lo specialista avrebbe dovuto informarmi del fatto che il farmaco non è rimborsato dall'assicurazione?».
Sì. Un medico deve informare il paziente quando prescrive un farmaco e sa che i costi non saranno assunti dalla cassa malati.

Lei può dunque rifarsi sul suo psichiatra per le spese insorte.


Test per la guida: ma non c'è un prezzo fisso?

«Presto compirò 70 anni. Dato che vorrei continuare a guidare, mi sono dovuto sottoporre a una visita medica. Ho saputo che i medici possono stabilire liberamente il costo per il test di idoneità alla guida. È vero?».

Sì. Per la visita di controllo degli automobilisti ultrasettantenni non c'è un prezzo fisso. Perciò i medici sono liberi di deciderne l'ammontare, che in genere va da 100 a 170 franchi.


Devo pagare il contributo ospedaliero?

«Mio figlio di dieci anni dovrà essere ricoverato per un intervento al naso. Dovrò pagare il contributo ospedaliero?».

No. Il contributo per l'ospedalizzazione non è richiesto a tutti gli assicurati. Non lo pagano i bambini, le donne che hanno partorito e i giovani dai 19 ai 25 anni ancora in formazione.

Nell'assicurazione di base, la partecipazione ai costi è formata dalla franchigia e da un'aliquota percentuale. Nel caso di una degenza ospedaliera, gli assicurati devono pagare alla cassa malati anche fr. 15.- per ogni giorno di degenza. Questo perché chi soggiorna in un ospedale risparmia sul vitto.

In genere, gli ospedali considerano giorni completi di degenza anche quello del ricovero e della dimissione.

Attenzione: l'importo può essere fatturato solo se la cassa malati partecipa effettivamente ai costi di ospedalizzazione.

Inoltre, molte casse non verificano se i giovani al di sotto dei 26 anni sono in formazione. In caso di errore, va inoltrato all'assicurazione un attestato di frequenza della scuola o dell'università.


Minimo vitale: e il medico?

«Il mio salario è pignorato fino al minimo vitale. Di recente sono stato dal medico e ho dovuto pagare di tasca mia l'intera fattura. Queste spese mediche saranno considerate dall'Ufficio esecuzione e fallimenti nel calcolo del minimo vitale?».

Sì. Le spese mediche assunte personalmente fanno parte delle spese necessarie e dunque del minimo vitale.

Questo anche se i costi sono insorti solo dopo il primo pignoramento del salario.

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