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Spendere Meglio
Edizione: 5/2018 ottobre

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5/2018 ottobre | pagina 10

Riciclaggio a rilento
Il 35% di Pet è trasformato in bottiglie. Ma si potrebbe fare molto di più

I grandi produttori di bibite usano solo una piccola percentuale di Pet riciclato per produrre le bottiglie. Alcuni promettono di rimediare.

Il Pet è l’imballaggio per bevande più diffuso in Svizzera. Ogni anno si vendono oltre 1,6 miliardi di bottiglie. Una volta vuote, possono essere smaltite nei 50 mila centri di raccolta. Secondo le statistiche dell’associazione Pet-Recycling Svizzera, due anni fa sono state raccolte 37’298 tonnellate di Pet.

Da circa il 35% del materiale raccolto le aziende di imballaggi producono nuove bottiglie in Pet. Questo ciclo di riciclaggio chiuso protegge l’ambiente. Il resto del Pet riciclato è usato per l’abbigliamento outdoor, zaini, imbottiture o pellicole d’imballaggio. Ma poi non c’è alcun ciclo di riciclaggio, perché questi prodotti sono bruciati in un inceneritore.

In un recente studio, l’azienda di consulenza ambientale Carbotech di Basilea ha confrontato il bilancio ecologico di un ciclo chiuso di riciclaggio di bottiglie con quello di altri riciclaggi. Risultato: se dalle bottiglie Pet riciclate se ne fabbricano altre, l’utilità per l’ambiente è del 50% superiore a quella di un riciclaggio alternativo. Ne risulterebbe più che raddoppiata se si aumentasse il tasso di Pet riciclato dal 35% al 55%.

Ma ai produttori il Pet nuovo costa meno
Sarebbe tecnicamente fattibile, secondo Jean-Claude Würmli di Pet-Recycling Svizzera. Perché allora i produttori non collaborano? Uno dei fattori determinanti sarebbe il prezzo: quando il costo del petrolio è basso, acquistare nuove materie prime per produrre bottiglie in Pet costa meno del granulato di Pet riciclato.

L’azienda Resilux di Bilten (Glarona) è la più grande azienda di preforme in Pet. Le fornisce ai produttori, che le sottopongono al processo di soffiaggio per trasformarle in bottiglie. Stando al suo direttore Reinhard Menzi, sono loro a decidere la quantità di preforme.

La quota di riciclato dei più grandi produttori di bibite si situa tra il 30% e il 41%. Quella di Coop, Rivella, Nestlé waters (Henniez) e Fenaco (Elmer, Ramseier, Sinalco) è del 30%. Migros parla del 33%, Feldschlösschen (Rhäzünser, Arkina) del 40% e Coca-Cola Svizzera (Coca-Cola, Fanta, Sprite, Valser) del 41%.

Tutte le aziende sostengono di usare il più possibile il granulato, la cui percentuale influenzerebbe però la stabilità delle bottiglie o la loro capacità di mantenere l’anidride carbonica nelle bibite.

In Gran Bretagna, Coca-Cola si è impegnata ad aumentare il tasso di granulato fino ad almeno il 50% entro il 2020. Evian ha promesso di vendere entro il 2025 esclusivamente bottiglie in Pet 100% riciclato.

Thomas Lattmann, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

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